Come potare l’albero di Giada: ecco la guida definitiva

L’albero di Giada è indubbiamente una delle più famose e riconoscibili piante da esterno impiegata come pianta da appartamento da diverse decadi, un po’ “passata di moda” da parte della maggior parte della popolazione, ma comunque molto frequente sui balconi e nelle case degli italiani, a causa di una presenza non ingombrante mista ad una forma di  facilità di conservazione. Ma anche l’albero di Giada richiede alcune cure per essere conservato forte e robusto, quindi come bisogna potare questa pianta?

La potatura è un concetto delicato, ma necessario per quasi ogni forma di p ianta che è disposta ad una forma di cambiamento e crescita concettuale, a seconda del periodo temporale.

Ma saperlo fare bene non è solo importante ma anche fondamentale, corrispondendo ad una normale forma di potatura, che deve essere legata ad un po’ di “cultura” in merito all’albero di Giad.

Come potare l’albero di Giada: ecco la guida definitiva

albero di giada al sole potare

E’ una pianta tradizionalmente considerata “grassa” ossia fa parte del gruppo dei vegetali succulenti, in quanto possiede la naturale possibilità e natura di mantenere a lungo buona parte dell’umidità raccolta con il tempo all’interno delle proprie foglie, come è anche possibile osservare guardando proprio le foglie tipiche di forma ovoidale o rotonda della pianta.

La potatura in generale serve per migliorare lo stato di salute della pianta, ma anche contribuire attivamente alla crescita della stessa eliminando parti oramai inutili che rendono intuile il dispiego di risorse da parte del vegetale, però farlo ad una pianta di questo tipo comporta il relazionarsi in modo consapevole con la stessa.

La pianta in questione tende a crescere in modo non troppo rapido, ma se non potata in maniera corretta e con la giusta frequenza, si sviluppa in modo non esteticamente appagante, tra le altre cose, vanno prima di tutto potati con delle cesoie affilate bene e disinfettate con dell’alchol, i rami attorcigliati ed aggrovigliati, poi via via quelli effettivamente troppo sporgenti però optando anche per una forma della pianta che è abbastanza resistente alle potature se non troppo frequenti, anche se il periodo migliore è quello di crescita massima della pianta, ossia in primavera o all’inizio dell’estate.

Ricordando che uno stelo sottile non produce altro che germogli, è meglio optare per una potatura di rami grossi se si vuole sviluppare un nuovo ramo (la luce è importante in questo).

E’ anche possibile potare i rami che oramai non sviluppano più nuove diramazioni, in questo caso conviene scegliere un ramo da tagliare poco sopra la gemma, dove nel corso del tempo si svilupperanno nuove diramazioni.

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