Attenzione a questa pianta velenosa: se la trovi in un bosco…

Le piante configurano un compendio di elementi assolutamente importanti per l’ecosistema del nostro pianeta, identificando alcune tra le più antiche  forme di vita di tipo complesso, e sono anche una delle principali forme di elementi che hanno contraddistinto la proliferazione degli animali. Rispetto a questi ultimi la naturale propensione alla difesa spesso passa attraverso vari elementi anche molto evoluti come il veleno, ossia delle forme di sostanze che hanno un effetto tendenzialmente negativo nei confronti delle altre forme di vita. Anche se l’Italia corrisponde ad una nazione che non dispone di particolari rischi dal punto di vista vegetale, bisogna comunque fare attenzione a non abbassare la guardia se si trova una specifica pianta velenosa.

Infatti non tutte le piante che possiamo trovare nei nostri boschi anche poco fuori città, sono innocue.

Un esempio è costituito da questa variante, impiegata anche in erboristeria e nei vari rimedi omeopatici che identifica una forma di vita potenzialmente molto pericolosa.

Non toccare o raccogliere i frutti di questa pianta velenosa: attenzione, ecco gli effetti

Attenzione a questa pianta velenosa

Nei boschi italiani in particolare su Alpi ed Appennini può essere rinvenuta la Belladonna, che dal punto di vista botanico fa parte del gruppo delle Solanaceae, famiglia di cui fanno parte altre piante selvatiche che sviluppano frutti commestibili (come le bacche di goji ad esempio) e che evidenzia una pianta che da poco “all’occhio” ma che allo stesso tempo identifica una conosciuta fin dal Medioevo. La Belladonna infatti veniva utilizzata, secondo le leggende del tempo come rimedio “estetico” in quanto il consumo sviluppava l’atropina, che aveva tra gli effetti sul sistema nervoso, quello di allargare le pupulle.

In erboristeria ma anche in medicina gli effetti sono impiegati proprio per essere impattanti sul sistema nervoso centrale. I prodotti cosmetici risultano però essere sintetizzati e non ricavati direttamente dai frutti, in quanto il consumo di bacche che possono sembrare assolutamente innocue nausea è tossico che sviluppa numerosi effetti collaterali anche potenzialmente fatali se si supera la decina di frutti ingeriti (ne bastano molte di meno per i bambini) partnedo da vomito, nausea,  eccessiva sensibilità alla luce, ansia, delirio e convulsioni, fino ad arrivare al coma e all’arresto cardiocircolatorio, condizione che può portare il decesso.

Gli effetti sono identici in proporzione anche per gli animali, quindi i frutti ma anche le foglie e gli arbusti della Belladonna non vanno assolutamente raccolti ne tantomeno utilizzati impropriamente, pena effetti molto pericolosi.

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