Se hai ancora queste vecchie schede telefoniche sei ricco: ecco quanto puoi guadagnare

Il mondo della comunicazione telefonica senza fili è cambiato radicalmente grazie a numerose invenzioni che in relativamente pochi anni hanno portato l’affermazione di tutta una serie di oggetti inizialmente di nicchia ma che anche a fronte di un contesto tecnologico di enorme definizione sta gradualmente evidenziando nuovi sbocchi anche al di fuori della tradizionale telefonata. Se oggi praticamente tutti siamo abituati agli smartphone, un po’ lo si deve anche alle schede telefoniche ed alle telefonate rese possibili con questi strumenti. Non è stato lunghissimo il periodo di tempo nel quale questi oggetti sono stati effettivamente impiegati, pe questo alcune schede telefoniche possono oggi valere cifre molto importanti.

La scheda telefonica è qualcosa di sostanzialmente evoluto rispetto al gettone telefonico ed è stato immediatamente collezionabile.

Quali sono gli esemplari italiani maggiormente interessanti e rilevanti da ogni punto di vista?

Ricordi le vecchie schede telefoniche? Ecco quanto possono valere

vecchie schede telefoniche

La scheda telefonica è stata concepita nel momento nel quale il gettone telefonico ha iniziato a diventare meno pratico: la funzione del gettone è stata fondamentale ma la produzione in termini economici iniziava ad essere negli anni 70 già gravosa in termini logistici e produttivi. Nel 1976 fu presentato il primo modello do tessera telefonica con banda magnetica realizzata in materiali plastici ma con gli anni 90 il servizio telefonico nazionale, ai tempi legato alla SIP. Le prime tessere telefoniche erano state concepite dalla SIDA, una delle aziende che si occupava dello sviluppo degli apparecchi telefonici, nel corso degli anni la produzione è divenuta considerevolmente ampia, ed in poco tempo si è compresa la potenziale attività collezionistica inerente a questo mondo.

Infatti se le prime schede erano poco personalizzate, molto presto i vari brand hanno iniziato a sfruttare gli spazi disponibili con sponsor, ma anche creazioni artistiche e forme di iniziative benefiche.

Tra gli anni 90 e 2000 tantissimi italiani hanno collezionato tessere telefoniche, che erano utilizzabili separando il piccolo tagliando sul bordo. Con la diffusone dei cellulari ha progressivamente reso meno utili questi oggetti che sono stati comunque collezionati per almeno un altro decennio prima di “sparire” completamente dalle ricevitorie e tabaccherie, ufficialmente le schede telefoniche sono state distribuite però fino al 2018.

Quali sono le più rare?

Le primissime concepite tra gli anni 70 ed 80 sono decisamente rare, riconoscibili dalla colorazione gialla ed azzurra, possono valere da 20 euro fino a oltre 400 euro a seconda delle condizioni. Una della serie “Labirinto” della serie “La scheda enigmistica”, integra e non usata vale fino a 350 euro,  interessantissima è anche la vecchia Urmet bianca  dal valore di 5000 mila lire che può valere anche 600 euro se in condizioni perfette (quella dal taglio maggiore vale di meno).

Tra le più rare figurano quelle concepite per sponsorizzare i prodotti della Italtel. Una serie composta da 4 esemplari vale fino a 1100 euro, mentre una singola vale almeno 400 euro.

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