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Escursioni in Puglia per chi ama la natura: percorsi facili che regalano panorami incredibili

Ignazio Marzianidi Ignazio Marziani· 28/07/2026 12:30
Escursioni in Puglia per chi ama la natura: percorsi facili che regalano panorami incredibili

Mi trovo ancora davanti agli occhi il volto meravigliato di una turista quando, girando un tornante del sentiero che scende verso la valle d'Itria, la Puglia le si è rivelata in tutta la sua bellezza selvaggia e inaspettata. Non era quello che si aspettava: niente spiagge affollate, niente trulli fotografati un milione di volte. Solo silenzio, pietra calcarea che brillava al sole del tramonto e la consapevolezza di aver scoperto qualcosa di autentico. Questo è quello che voglio raccontarvi oggi: la Puglia che ho imparato a conoscere e amare negli anni passati come guida naturalistica tra il Gargano e la Murgia, quella Puglia fatta di escursioni non difficili che regalano panorami che rimangono impressi per sempre.

La maggior parte dei visitatori arriva in Puglia già con l'idea fissa della meta. Sanno cosa cercano: le acque cristalline, le piazze bianche di Ostuni, i trulli di Alberobello. Non c'è nulla di male, naturalmente. Ma quello che ho scoperto nel corso dei miei anni di camminate è che questa regione ha anche un volto più intimo, quello che si mostra solo a chi decide di muoversi lentamente, con pazienza, lasciandosi guidare dal paesaggio anziché dalla guida turistica.

Ho imparato a leggere il territorio come un testo antico, decifrandone i segni: le masserie abbandonate che emergono come fantasmi tra gli ulivi, le costruzioni in pietra a secco che raccontano di generazioni di contadini, i sentieri tratturali che per secoli hanno visto passare greggi e mercanti. Ogni escursione diventa così un viaggio nel tempo, e la natura non è solo sfondo scenografico ma testimone vivente di una storia che pulsa ancora nel suolo.

I sentieri nascosti della Valle d'Itria

Cominciamo da quella che considero la regina delle escursioni pugliesi accessibili a tutti: il percorso che collega i Monti Lattari fino ai borghi della valle d'Itria. Non vi dirò che è piatto, ma vi dirò che è perfetto per chi non ha esperienza di trekking serio e vuole comunque sentire il cuore della Puglia accelerare.

Ricordo una mattina di settembre quando partii da Locorotondo con un gruppo di amici. Il sentiero inizia dolcemente, quasi con discrezione, costeggiando ulivi nodosi che sembrano avere storie da raccontare. Ad un certo punto, quando il rumore del paese scompare completamente, si apre una visuale sulla valle che vi toglierà il fiato: campi geometrici di trulli sparsi come case di un gioco da tavolo antico, i tramonti che colorano il paesaggio di sfumature che le fotografie faticano a catturare.

Il percorso è di circa otto chilometri, completabile in tre-quattro ore con pause incluse. Non è impegnativo dal punto di vista fisico, ma è impegnativo dal punto di vista emotivo: vi cambierà la percezione di cosa significhi "andare in vacanza".

Lungo il cammino incontrerete i resti di masserie, quelle costruzioni fortificate che servivano a proteggere i contadini e i loro raccolti. Io ho passato ore a parlare con gli ultimi abitanti di queste strutture, gente che sceglieva di rimanere nonostante tutto. Loro raccontavano di come la Puglia sia stata sempre una terra di transito, di invasioni, di continue trasformazioni. Ma anche di resilienza incredibile.

Il Gargano: dove la montagna incontra il Mediterraneo

Se la valle d'Itria è il cuore della Puglia agricola, il Gargano è il suo volto selvaggio e ancora in parte misterioso. Ho passato anni a esplorare questi territori e continuo a scoprire sentieri che credevamo scomparsi, ridisegnati dalla natura.

Una delle escursioni più affascinanti, e completamente accessibile, è il percorso che dal paese di Vieste scende verso la baia di Campi. Quattro chilometri di cammino tranquillo, la maggior parte in ombra grazie alla macchia mediterranea, che termina con una spiaggia praticamente deserta dove il tempo sembra essersi fermato.

Quello che rende speciale questa camminata è l'incontro con la geomorfologia costiera della regione: vedrete con i vostri occhi come la roccia calcarea sia stata scolpita dal mare nel corso dei millenni, creando forme che sembrano disegnate da un artista in delirio creativo. Le grotte naturali che si aprono lungo il percorso erano rifugi per anacoreti medievali, e ancora oggi portano tracce di una spiritualità che non è facile spiegare ma è facilissima sentire.

Ho guidato decine di persone su questo sentiero, e la reazione più frequente è il silenzio. Non il silenzio della noia, ma quello della consapevolezza. La consapevolezza di essere parte di qualcosa di molto più grande di noi stessi.

La Murgia: il paesaggio delle origini

Se il Gargano parla di dinamismo e cambiamento, la Murgia sussurra storie di stabilità antica. Questo altopiano calcareo che si estende tra la Puglia e la Basilicata è uno dei paesaggi più caratteristici del sud Italia, ed è anche uno dei meno turistici, grazie a Dio.

L'escursione che consiglio a chi vuole conoscerla è quella che parte da Laterza e raggiunge il sentiero dei Gravina. I gravina sono gole profonde scavate nei secoli dall'acqua, veri e propri canyon pugliesi che emergono dal paesaggio come cicatrici del tempo. Il cammino è facile, percorre il fondo della gola dove il fresco è costante anche in estate, e la vegetazione è una sorpresa continua: nel fondo delle gravina crescono piante che altrove non trovereste, relitti di climi diversi rimasti intrappolati in questi microambienti.

Quello che mi affascinava di più, nei miei anni di guida, era scoprire come questi paesaggi apparentemente senza vita fossero in realtà pieni di presenze umane antiche. I gravina erano strade commerciali, vie di comunicazione tra civiltà diverse. E ancora oggi, se sapete dove guardare, trovate tracce di insediamenti rupestri, di abitazioni scavate nella roccia che raccontano di una Puglia pre-storica incredibilmente sofisticata.

Dopo anni a camminare tra questi sentieri, ho capito che la vera bellezza della Puglia non sta in nessuna singola attrazione turistica, ma nella totalità dell'esperienza: il modo in cui la luce cambia sulle pietre, come il vento profuma di timo e rosmarino, il senso di connessione che si stabilisce quando camminate lentamente attraverso un paesaggio che ha ospitato esseri umani per migliaia di anni.

Questi percorsi non sono difficili, non richiedono attrezzature costose o allenamenti estenuanti. Richiedono solo il desiderio di muoversi lentamente, di prestare attenzione, di lasciarsi stupire. La Puglia è generosa con chi sa ascoltarla.

Ignazio Marziani
Ignazio Marziani

Ignazio ha vissuto per anni tra il Gargano e la Murgia, dove ha lavorato come guida naturalistica. Racconta aneddoti sulle masserie abbandonate e antichi sentieri, portando il lettore alla scoperta di una Puglia meno conosciuta. È appassionato di storia orale e spesso condivide leggende tramandate dai pastori.