Il convegno della Z.E.S accoglie sempre più interessati ai suoi convegni

Il convegno sperimentale della ZES è un buon modo per promuovere nuove iniziative.

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TARANTO – “Tutti hanno concordato, sia pure con accenti diversi, che Taranto è di fronte a una sfida e a una occasione da non perdere – afferma in una nota l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mino Borracino -. Il convegno si proponeva di fare il punto della situazione, all’indomani della pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha istituito formalmente la Z.E.S. interregionale jonica. Ho sottolineato tra l’altro la felice concomitanza che in queste ore sarà definito l’accordo per la gestione delle attività portuali da parte della holding turca Ylport, che certamente conferirà nuovo slancio al porto si Taranto. Con questo convegno si può dire aperta la fase decisiva, quella cioè in cui le imprese e le loro organizzazioni datoriali, le organizzazioni sindacali, gli amministratori locali e, più in generale, l’opinione pubblica dovranno saper cogliere la grande opportunità che questo strumento comporta“.

“Dopo quello di oggi a Taranto ci saranno altri incontri territoriali che questo Assessorato intende promuovere per illustrare gli aspetti più importanti della Z.E.S. e i vantaggi a disposizione di un territorio che comprende Taranto, Martina Franca, Massafra, Mottola, Statte, Carosino, Faggiano, Francavilla Fontana e Grottaglie, oltre ai comuni della Basilicata. A questo proposito, occorre aggiungere che presto altri territori, a seguito di un apposito avviso pubblico, entreranno nella perimetrazione della Z.E.S., perché ci sono altri 88 ettari da assegnare – proegue Borracino -. Certo, l’economia della nostra Regione non può “accontentarsi” di perseguire l’incremento quantitativo degli indicatori di performance economica delle imprese, ma deve puntare su una “crescita intelligente, sostenibile, e inclusiva” che accresca la competitività e abbia così un impatto significativo sulla collettività dell’intero territorio regionale“.

“In altri termini, la Zona Economica Speciale va intesa come un laboratorio in cui promuovere e sperimentare nuovi modelli di produzione, basati sul paradigma dell’economia circolare, sui principi della riduzione dell’utilizzo delle risorse naturali, del riciclo e del riutilizzo di scarti e sottoprodotti, contestualmente puntando sulla semplificazione amministrativa e l’efficienza del “sistema Regione” – conclude l’assessore regionale -. In definitiva, le premesse ci sono tutte. Ora si può – e si deve – finalmente partire“.