Taranto-India
Fonte Web: Wikipedia

TARANTO – I commerci tra Italia e India si sono intensificati parecchio negli ultimi anni. Oggigiorno, si guarda alla concreta possibilità di organizzare meglio gli scambi, per ottenere una collaborazione ancora più proficua. E’ per questa ragione che Gloria Gangte, Vice Ambasciatrice della Repubblica dell’India in Italia, e Shyam Chand, direttore Sezione commerciale Ambasciata dell’India a Roma sono venuti in visita presso la città di Taranto, dove si è tenuta la presentazione del Convegno Internazionale “Mediterraneo e Oceano Indiano, dialogo tra mari”.

«Il convegno – ha annunciato Mario Colavito – rientra in una visita di tre giorni a Taranto di una importante delegazione ufficiale dell’Ambasciata della Repubblica d’India a Roma; i rappresentanti diplomatici della nazione saranno impegnati sul territorio in una serie di incontri istituzionali e, inoltre, in una attività B2G – così in India viene chiamato il B2B – per incontrare le aziende del Consorzio Mari di Taranto».

«Il Consorzio Mari di Taranto ha voluto organizzare questo convegno – ha poi detto Antonio Melpignano – perché pensiamo che questo territorio, il rifermento è all’intera Italia meridionale, abbia tutte le carte in regola per intercettare gli investimenti degli imprenditori indiani che guardano con grande attenzione al Mediterraneo, sostenuti anche dal Governo indiano che promuove un rinnovato vigore il dialogo tra l’Oceano Indiano e il mare sul quale ci affacciamo».

«Il Consorzio Mari di Taranto – ha spiegato Terenzio Lo Martire – da tempo è impegnato nel promuovere e realizzare il Distretto Turistico Costiero della Magna Grecia: riteniamo che sia uno strumento dalle indubbie potenzialità che, infatti, ha già saputo costruire rapporti sinergici tra Regioni, Province e Comuni».

«Siamo convinti che un forte e articolato rapporto con la realtà dell’India – ha concluso Gianni Azzaro – permetterà di intercettare anche le novità e la complessità delle nuove dinamiche commerciali ed economiche a livello globale. Questo va nella direzione della policy dell’ANCI che ritiene che, per vincere la sfida della globalizzazione, le aziende debbano sprovincializzarsi e si debbano costruire ponti, come in questo caso, con Paesi che vogliono e possono investire».