Looking out

Sarà esposta una nuova collettiva nello spazio artistico in via Murat della città metropolitana di Bari. Si tratta della mostra titolo Looking out, looking in, che metterà in esposizione le opere di Giulia Caira, Lydia Dambassina, Georgie Friedman, Kristina Kvalvik-Simon Möller, Margarida Paiva ed Helena Wittmann.

La collettiva sarà inaugurata il prossimo sabato 14 aprile, a partire dalle 19:00 e la mostra sarà aperta al pubblico fino al 30 maggio. E ‘ possibile visitare la collettiva nelle giornate di lunedì, martedì e mercoledì solo su appuntamento, mentre rimarrà aperta dal giovedì al sabato, dalle 17:30 sino alle 20:30. Looking out, looking in è una collettiva che metterà in esposizione alcune opere in cui le finestre costituiscono elementi rappresentativi o simbolici di rilievo. La finestra, considerata l’anima di ogni edificio, viene vista come un simbolo per ogni famiglia e non solo come un elemento architettonico di grande valore, indispensabile sia all’esterno che all’interno.

Looking out, looking in mostra inconsueta e insolita

Nella collettiva Looking out, looking in la finestra diventa ambigua ed affascinante e diventa un elemento che permette di guardare attraverso interno ed esterno, separando ed unendo al tempo stesso, ma consentendo anche di guardare ed essere guardati o di nascondersi quando occorre. Attraverso una finestra è dunque possibile apparire o nascondersi, mostrare il privato o celarlo, a seconda delle preferenze.

La riflessione sull’importanza della finestra appare inconsueta ma al tempo stesso molto interessante e rivela dettagli insoliti: dall’ascolto della pioggia che scorre senza bagnarsi, dal vento che soffia al cumulo di emozioni che trasmette nell’animo di ogni individuo. E’ possibile quindi affermare che nel nostro immaginario comune le finestre sono viste come le porte che si trovano su una linea di confine, che separa il noto dall’ignoto, creando sensazioni tumultuose. La riflessione sull’importanza di questo elemento d’arredo ci dice che la finestra rappresenta invece quel muro che permette di volgere lo sguardo oltre, in un confine labile tra privato e pubblico.