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View of San Cataldo Fest Riconoscimento editoriale: wikipedia

TARANTO – La festa di San Cataldo è stato un momento di aggregazione per tutta la provincia. In questa cornice di riflessione, il vescovo Mons. Santoro ha voluto sottolineare gli impegni che l’amministrazioni e i suoi cittadini devono mantenere per convivere in maniera migliore.

Riguardo i temi legati all’amministrazione e all’ambiente: «Il timore del perpetrarsi dell’oltraggio ambientale non è stato fugato. Abbiamo preso atto di molte promesse che sono state fatte e presto si sono rilevate strumentali e irrealizzabili». Lo ha detto l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro nel messaggio in occasione della festa del Patrono San Cataldo. «Chiediamo al governo e ai ministri – ha osservato mons. Santoro – che sono venuti a Taranto, di non tergiversare oltre e di adoperarsi per la piena attuazione degli impegni presi. Si proceda poi con gli interventi di bonifica, all’interno e all’esterno dello stabilimento, con interventi celeri e trasparenti che restituiscano la serenità al quartiere che ha pagato il prezzo più alto di tutti».
Secondo l’arcivescovo di Taranto, «riprogrammare il futuro della città si può; il Contratto istituzionale di sviluppo del 2015 aveva previsto risorse e istituito un Tavolo per Taranto; il vicepresidente del consiglio è venuto qui a dirci che avrebbe recuperato il tempo perduto: ce lo auguriamo di cuore. Siamo qui a vigilare perché non venga disatteso anche questo impegno». Santoro ha poi definito un tema di «grande preoccupazione, che è quello dell’offerta sanitaria, insufficiente a garantire prevenzione e cure adeguate ai numeri dell’incidenza delle malattie oncologiche sul nostro territorio».
Per affrontare «tutti questi gravosi impegni», ha concluso l’arcivescovo, «la città ha bisogno di essere amministrata efficacemente, mi auguro pertanto che la nuova giunta abbia competenze adeguate e che sia varata al più presto».

Riguardo i fatti di cronaca avvenuti a Manduria, il vescovo ha sentito il bisogno di spendere alcune parole, per sottolineare la gravità degli atti commessi. «Dobbiamo avere l’onesta di chiederci: il caso dell’uomo vessato fino a causarne la morte è un caso isolato? Riguarda solo Manduria? È un episodio nuovo? La mia risposta è no. Quel che è accaduto a Manduria è il risultato estremo del decadimento dei valori che è presente in tutte le città come nelle piccole comunità». Lo ha affermato l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro parlando, nel suo messaggio in occasione della festa del Patrono di Taranto San Cataldo, della vicenda di Antonio Stano, il 66enne pensionato di Manduria morto il 23 aprile scorso dopo aver subito una lunga serie di aggressioni e violenze da più gruppi di giovani.

«Lo sgomento per quel che è accaduto – ha aggiunto – ci ha storditi tanto e insieme a giuste riflessioni e provvedimenti si è passati a giudizi sferzanti sulla vicina cittadina, sui suoi abitanti, quando non si può generalizzare e stigmatizzare un’intera comunità. Quanto avvenuto è il risultato estremo del disconoscimento della dignità della vita umana. Tale disconoscimento non è cosa di ragazzi, ma è cosa di adulti che perdono sempre più il riferimento ai valori veri ed hanno ridotto la vita al profitto, al comodo e all’utile individuale; e viene da lontano, non da oggi e tantomeno da Manduria».