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Abiti storici al Castello Svevo: come vederli

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abiti storici

BARI – Riparte il Castello Svevo di Bari per una spettacolare mostra con abiti storici che vanno dal ‘700 al ‘900. L’obiettivo è dare di nuovo il benvenuto a turisti e residenti del Castello dopo il lockdown.

In particolare, si tratta di costumi d’epoca che le famiglie che hanno abitato nel castello hanno realmente utilizzato durante feste danzanti, cerimonie e ricorrenze. In più, ci sono i vestiti “da passeggio”, usati quando si faceva una passeggiata nel giardino, oppure nelle rare uscite cittadine.

La mostra mette in evidenza la differenza di abbigliamento tra abiti maschili e femminili. Infatti, si vedono molto bene anche le differenze tra gli abiti di uso quotidiano per la nobiltà, quelli per le grandi occasioni e quelli per andare a cavallo.

Gli abiti storici e gli abiti d’epoca sono esposti con cura. Così i turisti possono verificare anche la differenza delle lavorazioni in base al secolo di riferimento. Infatti, questi capi sono stati realizzati a mano. Alcuni abiti sono arrivati da collezioni privati e da associazioni, che li hanno messi a disposizione alla Direzione regionale Musei Puglia per questa occasione.

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A Bari una mostra Rom e Sinti al Museo Civico

La mostra Rom e Sinti mira a far conoscere meglio la storia di questo popolo

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A Bari una mostra Rom e Sinti al Museo Civico

La cooperativa sociale Il Nuovo Fantarca ha organizzato la mostra Rom e Sinti che si terrà al Museo Civico di Bari fino al 21 novembre 2021. La mostra mira a far conoscere meglio la storia di questo popolo e rientra nell’ambito del progetto “Fuori Campo”, cofinanziato dalla Regione Puglia – Coordinamento Politiche Internazionali sezione Relazioni Internazionali, in collaborazione con il Festival delle Donne e dei Saperi di Genere e l’associazione Circondario. Si tratta di una mostra illustrata che si propone anche di spazzare via quelle parvenze di razzismo che spesso affiorano contro questi popoli. Il titolo di questa mostra è “Rom e Sinti: Storia e storie da scoprire” e si divide in due parti.

La mostra Rom e Sinti si divide in due parti

La prima parte della mostra Rom e Sinti presenta 25 pannelli che ha disegnato l’artista anglo-russa Irina Hale, una pittrice novantenne molto attiva, che rappresenta sempre con coerenza le ingiustizie sociali nelle sue opere. Quello della storia del popolo Rom e Sinto è un racconto a grandi tappe, composte dalle deportazioni numerose che già a partire dal 1400 hanno dovuto subire verso i campi di concentramento nazisti. Hanno subito anche la Porrajmos, ovvero la Shoah dei Rom e Sinti, fino a giungere alla attuale situazione in cui si trovano nell’Occidente. Ovunque, anche in Italia, le comunità Rom vivono in campi degradati e privi di servizi igienici e di qualsiasi comfort.

Tanti i pregiudizi verso i Rom

A curare la seconda parte della mostra Rom e Sinti è lo studioso barese Domenico Semisa, esperto di culture delle minoranze. I suoi modelli proposti sono persone Rom e Sinte che si sono distinte a livello nazionale e internazionale e sono diventate famose nelle arti, nello sport, nella politica e in altri settori. Fra questi ci sono nomi famosi come Moira Orfei, Charlie Chaplin, Elvis Presley. Nella giornata del 16 novembre, dalle ore 18, verranno proiettati due corti durante la mostra, realizzati nel corso del lockdown, che rientrano sempre nel progetto Fuori Campo. Si tratta di “DONP – Dagli Oggetti Nascono Personaggi” e “Se andavo a scuola, andavo lontano”.

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