Taranto-confagricoltura
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TARANTO – Grande successo per la conferenza “L’innovazione parla italiano: il settore dell’ortofrutta nel contesto globale” organizzata a Berlino dall’Ambasciata d’Italia in Germania, con Confagricoltura e Fruitimprese. “L’ortofrutta – ha ricordato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – è una ricchezza nazionale da valorizzare, che può e deve crescere di più, consolidandosi sui mercati esteri, grazie all’innovazione. Va decisamente superato anche il deficit logistico e infrastrutturale che penalizza le nostre imprese”.

“Dobbiamo impegnarci su due fronti aperti – ha sottolineato ancora Giansanti – quello dell’innovazione e quello della competitività delle imprese, che passa indissolubilmente dalla logistica: il fatto è che l’agroalimentare italiano non dispone ancora di un sistema moderno efficiente per trasportare la propria merce”. Per il presidente di Confagricoltura l’innovazione incentiva e genera la ricchezza di un settore, ma occorre investire nella modernizzazione delle infrastrutture e nella diffusione delle più avanzate tecnologie per rendere le imprese agricole più competitive, aumentandone la produttività e riducendone i costi di produzione. L’opportunità di incorporare nelle filiere la nuova tecnologia blockchain, ad esempio, consente, con l’ausilio delle piattaforme informatiche avanzate, una completa tracciabilità dei prodotti e dei processi produttivi garantendo un controllo continuo sulla qualità e la valorizzazione di tutte le fasi “dalla terra alla tavola”.

“Dinamiche che bisogna saper cogliere anche a livello locale”, sottolinea il presidente di Confagricoltura Taranto, Luca Lazzàro, che è a Berlino per una serie di incontri e iniziative: “Stiamo lavorando – spiega – per tessere la nostra tela di relazioni, contatti fondamentali per costruire un’idea di sviluppo che inglobi l’agroalimentare del Tarantino, puntando sull’innovazione e sfruttando gli spazi enormi che il Porto di Taranto potrà offrire in termini di logistica e di mercati. Frutta e ortaggi freschi e trasformati ‘made in Italy’ hanno un valore di produzione che supera i 12 miliardi, ossia un quarto del totale della produzione agricola nazionale, e in questa prospettiva è vitale inserire Taranto che, non dimentichiamolo, è al centro del Mediterraneo”.