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Itinerari a cavallo in Puglia: le zone più belle per principianti e amanti dell'avventura

Naomi Varonedi Naomi Varone· 02/08/2026 08:10
Itinerari a cavallo in Puglia: le zone più belle per principianti e amanti dell'avventura

Parto spesso dai miei appunti presi sul campo, tra una foto di street art a San Severo e un soundcheck improvvisato in una piazzetta del Tavoliere. A forza di seguire artisti e strade secondarie, ho capito che la Puglia si legge benissimo anche al passo di un cavallo: lenta, concreta, con profumi di erbe e salsedine che non arrivano quando si corre in auto. Qui trovate gli itinerari che consiglio a chi si avvicina per la prima volta e a chi cerca terreni più tecnici, con indicazioni pratiche per non sprecare tempo né energie.

Per chi inizia: Valle d’Itria e Parco delle Dune Costiere

Se state muovendo i primi passi, la Valle d’Itria è il mio banco prova preferito. Tra Cisternino, Locorotondo e Martina Franca i percorsi sono scorrevoli, con muretti a secco e trulli a fare da quinte. Le lame (antichi solchi carsici) offrono sterrati morbidi e ombra nelle ore calde. Il loop ideale per principianti dura 60–90 minuti: terreno regolare, leggeri dislivelli, zero tratti tecnici obbligati.

Ottima anche la zona tra Ostuni e Fasano, nel Parco delle Dune Costiere: uliveti monumentali, canali irrigui, sentieri battuti che non spaventano. Si cavalca all’alba o dopo le 17 per evitare caldo e traffico rurale. Le uscite costiere sono scenografiche ma vanno pianificate: su alcune spiagge l’accesso ai cavalli è limitato nei mesi estivi; informatevi sulle ordinanze comunali e sul perimetro delle aree protette. Qui l’assistenza delle guide locali fa la differenza.

Un lettore mi ha chiesto: “Posso portare mia figlia di 10 anni a fare un’oretta in campagna?”. Sì, ma scegliete un centro con pony o cavalli di scuola, caschetto incluso e briefing chiaro. Meglio gruppi piccoli (max 6 persone) e un passo tranquillo per tutta la durata.

Gargano: tra boschi, lagune e falesie

Nel mio Gargano, tra il blu dell’Adriatico e l’ombra della Foresta Umbra, ci sono itinerari per tutti. I principianti possono puntare ai sentieri circostanti Vico del Gargano e Peschici: sottobosco compatto, profumo di lecci e fichi d’India, qualche sguardo al mare tra i rami. Ho percorso più volte l’anello dei tratturi vicino alla Pineta Marzini: compatto, ombreggiato, perfetto per chi deve prendere confidenza con sella e redini.

Per chi vuole un colpo d’occhio forte senza tecnicismi, la sponda tra le lagune di Lesina e Varano regala passaggi piatti con fenicotteri in lontananza. Attenzione però al vento di maestrale che può agitare i cavalli inesperti: si parte presto e si rientra prima delle 11.

Sul promontorio si sfiora il territorio del Parco Nazionale del Gargano, quindi rispetto assoluto dei sentieri e della fauna. Le uscite in spiaggia richiedono guide autorizzate e orari precisi: al tramonto d’inverno è poesia pura, ma in estate valgono divieti e corridoi dedicati, da verificare prima di sellare.

Mi è capitato di recente di accompagnare una fotografa di Bari su un percorso tra uliveti e falesie basse vicino a Mattinata: passo regolare, soste programmate ogni 30–40 minuti e una masseria dove bagnare i finimenti e riempire le borracce. Rientrate in maneggio senza affanno, con luce dorata perfetta per gli scatti.

Alta Murgia e gravine: l’avventura a passo sicuro

Qui saliamo di livello. L’Alta Murgia è il regno dei muretti a secco, dei jazzi e delle pietre affioranti: terreno asciutto, grip variabile, navigazione più complessa. A chi ha già dimestichezza con il trotto in campagna suggerisco i tratturi tra Ruvo, Andria e Spinazzola: lunghe praterie, masserie isolate e orizzonti puliti.

Per l’adrenalina controllata ci sono le gravine tra Laterza e Ginosa: non si scende mai nei canyon con cavalli alla prima esperienza, ma si costeggia l’orlo su piste battute che alternano terra e pietrisco. Dopo la pioggia il calcare diventa insidioso: si riduce l’andatura, si allunga la distanza tra i cavalli e si evita qualsiasi salto improvvisato.

Molti tratti murgiani rientrano nella Rete Natura 2000: restate su percorsi autorizzati, non spaventate il bestiame e chiedete sempre ai pastori prima di oltrepassare cancelli o varchi. Le guide locali conoscono pozzi, cisterne e punti d’acqua: in estate sono essenziali per una sosta sicura.

Salento lento: dune, pinete e pajare

Nel Salento mi piacciono i percorsi tra le pinete litoranee e le campagne delle Serre. Sull’Ionio, il litorale di Ugento offre piste interne sabbiose, ottime per cavalli allenati e cavalieri con buon equilibrio. Nell’entroterra, tra Supersano e il Bosco del Belvedere, i tracciati tra pajare e vigneti sono docili e fotogenici, perfetti per un trekking di mezza giornata con sosta in masseria.

Sulle dune si va solo con guide esperte e in giorni senza affollamento, rispettando fasce orarie e divieti stagionali. Un passo troppo “allegro” in sabbia profonda stanca cavallo e cavaliere: meglio gestire le energie e alternare terreno compatto e soffice.

Quando andare e cosa portare

Primavera e ottobre sono i mesi migliori: luce bella, temperature gestibili, meno insetti. In estate si parte alle 6–7 del mattino o dopo le 17, con uscite più brevi e ombreggiate. D’inverno, occhio al vento e ai terreni bagnati su pietra calcarea.

  • Casco omologato e pantaloni lunghi (no cuciture spesse interne).
  • Stivaletti con tacco basso e mezza gamba o ghette.
  • Guanti leggeri, crema solare, repellente per insetti.
  • Borraccia, snack salato, mantellina antivento.
  • Telefono carico con mappa offline e numeri del maneggio.

Errori tipici da evitare

  • Sottovalutare il caldo: senza fasce orarie giuste si rovinano uscita e foto.
  • Chiedere galoppi in gruppo al primo giorno: si spezza il ritmo e si aumentano i rischi.
  • Ignorare i divieti su spiagge e aree protette: le multe sono salate e si danneggiano gli habitat.
  • Partire senza assicurazione giornaliera o caschetto: risparmio finto, rischio vero.
  • Non comunicare il proprio livello: meglio una taglia in meno che una sella fuori misura.

Come scegliere il maneggio e quanto costa davvero

Per un’ora in piano, le tariffe vanno in media da 30 a 45 euro a persona; mezza giornata sui 70–90 euro; un’intera con pranzo in masseria può salire a 120–150 euro. Chiedete sempre se sono inclusi casco, assicurazione giornaliera e foto/trasferimenti. Per uscite tecniche (gravine, Murgia profonda) si lavora a gruppi piccoli e con cavalli allenati: i prezzi riflettono guida, logistica e tempi più lunghi.

Io valuto così: cavalli in forma e sereni in scuderia, briefing chiaro su comandi base, guida con tesserino e referenze (FISE o ENGEA), massimo 6–8 persone per gruppo, piani B in caso di meteo brutto. Se la guida chiede il vostro livello e fa una prova in tondino prima di uscire, siete in buone mani. Diffidate di chi promette “galoppi in spiaggia per tutti” in pieno agosto.

Un consiglio pratico: portate contanti per eventuali extra in masseria e parlate prima con la guida di foto e soste. Nei posti giusti trovate trattorie frequentate da musicisti e muralisti locali (prendo sempre appunti per le mie mappe): perfette per chiudere la giornata con cacio ricotta, pane caldo e racconti di viaggio.

La Puglia a cavallo non è un sogno da cartolina: è un ritmo. Se lo rispettate, vi restituisce panorami, incontri e quella stanchezza buona che fa tornare con la voglia di ripartire.

Naomi Varone
Naomi Varone

Naomi, foggiana di nascita, scopre la Puglia attraverso tappe di street art e festival musicali nei piccoli centri del Tavoliere. Si è fatta conoscere sui social per le sue guide ai migliori locali tipici frequentati dagli artisti locali e per le mappe delle zone più fotogeniche.