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Cucina

La cupeta pugliese, squisita specialità gastronomica

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cupeta pugliese

Durante le feste patronali in Puglia, quando per le strade si susseguono tante bancarelle e vengono illuminate dalle luminarie è immancabile degustare una squisita cupeta pugliese. Di cosa si tratta? La cupeta o copeta ha una vaga somiglianza con quella senese, ma qualcosa la rende molto diversa. Infatti, al suo interno, al posto delle noci tostate ci sono le mandorle. E non poteva essere altrimenti visto che in Puglia le mandorle sono in abbondanza. Tuttavia, pare che sia la copeta senese che quella pugliese abbiano la stessa origine, cioè araba.

La cupeta pugliese ha origine araba

Sia la cupeta pugliese che quella senese provengono infatti da quella che viene detta cubbaita siciliana. La cubbaita è di origine araba, e di conseguenza anche le due cupete. Per tradizione in Puglia la copeta è qualcosa che non può mai mancare quando ci sono le feste patronali e viene preparata in presenza, davanti agli occhi delle persone. L’abilità dei cupitari è tale che è impossibile non rimanere affascinanti dai loro movimenti e dal modo in cui la preparano. Si tratta di artigiani ambulanti che preparano la cupeta a bordo dei loro mezzi adibiti a negozi veri e propri. La caratteristica di questi artigiani è che usano ancora oggi gli strumenti di una volta.

Preparazione della cupeta

La cupeta pugliese va preparata iniziando per prima cosa a tostare le mandorle, queste poi vengono versate in una pentola di rame semisferica, al cui interno viene messo anche lo zucchero fuso. Un dettaglio importante nel realizzare una perfetta cupeta sta nell’interrompere la cottura al momento giusto. E’ l’artigiano a sapere quando deve farlo e in questo particolare si concentra parte della sua abilità. Poi, per preparare la cupeta, l’artigiano versa il contenuto della pentola di rame viene versato su un tavolo di marmo che ha precedentemente unto d’olio. Velocemente provvede ad allargare e livellare il composto per farlo raffreddare. Una volta freddo lo taglia a stecche e voilà, ecco la cupeta!

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Cucina

Boom nelle esportazioni della pasta made in Puglia

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Pasta made in Puglia

E’ aumentato del +10 per cento l’export della pasta made in Puglia nell’ultimo anno. Infatti, piace tanto all’estero, ma secondo Coldiretti Puglia anche i consumi domestici sono in crescita e sono cresciuti del 5,5 per cento a volume e del 10 per cento a valore. I dati analizzati dalla Coldiretti sono stati forniti da Istat Coeweb, che ha attestato un consumo di pasta italiana come mai si era registrato fino ad ora. Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, ha detto che le migliori varietà di grano duro selezionate sono coltivate dagli agricoltori sul territorio pugliese. La Puglia produce oltre 1/4 del frumento duro italiano.

Crescita dell’export per la pasta made in Puglia

Il Covid ha portato una consapevolezza maggiore sul valore strategico che ha il cibo e di come sia importante la qualità e la sicurezza. Gli Usa da quando c’è la pandemia sono quelli che consumano maggiormente la pasta italiana, con una crescita record del 40 per cento. Con questa percentuale gli americani hanno superato perfino stati come la Francia, la Germania e la Gran Bretagna. Anche l’Australia ha segnato una crescita del 39 per cento, mentre in Cina e in Giappone i consumi sono cresciuti rispettivamente del 23 e del 16 per cento. Quella più apprezzata è la pasta made in Puglia, fatta con grano ‘Cappelli’.

La pasta fatta in casa ritorno al passato

Coldiretti fa sapere che la Puglia è il Granaio d’Italia, ed è il produttore principale di grano duro con 343.300 ettari coltivati e 9.430.000 quintali prodotto. Con la realizzazione della pasta fatta in casa si sta registrando un ritorno al passato, ma chi non ha tempo di prepararla si affida alla pasta made in Puglia, prodotta secondo la migliore tradizione e che assicura qualità garantita al 100%. Gli agricoltori sono pronti ad aumentare la produzione di grano duro in Puglia, dove non viene usato il glifosate nella preraccolta, contrariamente a quanto si fa in Canada ed in altri Paesi.

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