Salsa di pomodoro, metodo cotto e crudo, tradizione divisa

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Salsa di pomodoro

La tradizione pugliese sulla salsa di pomodoro di divide tra metodo cotto e metodo crudo. Questo condimento, che da secoli si tramanda in Puglia, parte dalla raccolta e la sua preparazione riunisce tanti familiari che cominciano dal mattino a partecipare alla sua realizzazione.

Si tratta di una conserva che viene messa nelle bottiglie e che ha dato vita al modo tipico di dire “fare le bottiglie“, un’espressione gergale che indica le bottiglie di vetro che vengono conservate dopo questo procedimento a dir poco faticoso. In estate i pomodori maturano e la salsa di pomodoro preparata con i frutti succosi si distingue per il sapore e il gusto intenso. Preparando questa conserva in casa ci sono molti vantaggi, tra cui la certezza di gustare un prodotto genuino, a chilometro zero, e risparmiare di comprare la salsa durante il periodo invernale.

Esistono due modi per preparare questa conserva, il metodo cotto e il metodo crudo. Scopriamo in cosa consistono.

Salsa di pomodoro col metodo cotto

Il metodo cotto prevede la bollitura dei pomodori in una pentola capiente, avendo cura di farli giungere alla densità desiderata. Non appena raggiunta si spegne la fiamma e si passa il pomodoro nel passaverdure per eliminare la buccia. La salsa ottenuta può essere così messa nelle bottiglie e a preferenza si può aggiungere basilico e cipolla.

Salsa di pomodoro col metodo crudo

Il metodo crudo prevede l’immersione dei pomodori nella pentola con acqua a bollore per circa cinque minuti, poi estrarli e rimuovere la buccia. La polpa ottenuta potrà essere messa nelle bottiglie in vetro, con aglio, basilico e mezza cipolla.

Per tutti i due i metodi è bene aver cura di chiudere bene le bottiglie e di bollirli per ottenere il sottovuoto. In Puglia la salsa di pomodoro è un vero e proprio rituale e si fa con passione e dedizione, riunendo i familiari nella sua preparazione.