Gaetano Messuti si esprime sulla questione degli estimi catastali di Lecce
Gaetano Messuti durante una conferenza. Riconoscimento editoriale: Pagina facebook di Gaetano Messuti

LECCEGaetano Messuti, candidato alle primarie del centrodestra di Lecce, ha deciso di intervenire sulla questione estimi catastali, rilasciando delle importanti dichiarazioni.

Lapidaria è arrivata in questi giorni la sentenza del Consiglio di Stato, la quale stabilisce che solo chi ha opposto ricorso agli atti dinanzi alla Commissione Tributaria, ovvero avverso l’avviso di accertamento relativo alla revisione del classamento e delle rendite catastali delle unità immobiliari ricadenti nelle microzone nn. 1 e 2 del Comune di Lecce, sarà esentato dal pagamento dovuto. Per chi, invece, non scelse la via del ricorso è stato consolidato il nuovo e maggiore classamento, ‘non prevedendo la sentenza del Consiglio di Stato quell’effetto erga omnes che molti si aspettavano e che pure le associazioni avevano provato a sostenere’. Su circa 56000 avvisi notificati solo il 12% circa dei cittadini fece impugnazione. Gli altri, al momento, hanno subìto un danno”.

Esistono gravi sperequazioni in riferimento alla redistribuzione delle rendite catastali sugli immobili della nostra città. In particolare modo nel centro storico che era l’obiettivo primario, per effetto delle varie riqualificazioni, quali i vari piani Urban e tutto ciò che ha interessato il centro storico, dove nella riqualificazione di fatto è stato rivalutato il valore venale di ogni singolo immobile. È da dire che nel centro storico ci sono alcuni palazzotti che, nonostante abbiamo un valore commerciale di centinaia di migliaia di euro, hanno delle rendite catastali di gran lunga inferiori alle case in cooperativa della zona 167°”.

“Nel caso in cui l’amministrazione Salvemini avesse istituito una zona censuaria all’interno del centro storico, si sarebbe potuto effettuare una rivalutazione delle rendite, secondo l’attuazione di un principio fondamentale quale quello della correttezza dell’applicazione dei tributi a livello locale, riportando un principio doveroso di equità. Tutto ciò non è stato fatto e vede allo stesso tempo l’indifferenza atavica da parte degli organi finanziari dello stato quali il Catasto e L’ agenzia delle entrate, le quali hanno a disposizione tutti gli strumenti necessari per poter verificare il valore delle rendite ma non l’hanno mai fatto”.

“Tutto ciò non è stato mai fatto ed ovviamente tutte le amministrazioni degli enti locali hanno avuto delle grossissime perdite di gettito per effetto di questa situazione. La situazione si può ripristinare, nonostante le sentenze che ci siano state, per effetto della potestà regolamentare che ha l’organo del Consiglio comunale nel rivedere la ridistribuzione complessiva del tributo”.