A Trani 300 lavoratori delle Sanitaservice inquadrati a tempo indeterminato
Riconoscimento editoriale: Pixnio.com

BARI – Dopo le ottime notizie riguardanti un ospedale a Lecce, arriva la notizia che due medici di Bari, Antonio Cusmai, dirigente Dipartimento Oncologia, e Angela Vestito, Unità Operativa Complessa di Radiodiagnostica – Senologia Assegnato hanno ricevuto a Milano il “Riconoscimento Umberto Veronesi al Laudato Medico”.

«Sono estremamente onorato ed emozionato. Sono entusiasta di essere vincitore tra gli oncologici e sono grato a tutte le pazienti che hanno pensato di potermi aiutare in questa maniera e hanno ritenuto appunto di volermi votare. La premiazione è stata un’esperienza bellissima», dichiara Antonio Cusmai.

«Sono qui per la seconda volta, è il secondo anno che sono qui in qualità di finalista radiologa, emozionante esattamente come la prima volta – spiega Angela Vestito – quest’anno però l’emozione si è raddoppiata per aver ricevuto questo Riconoscimento che è fondamentale per noi professionisti per poter andare avanti nella nostra professione al meglio, con umanità e con accoglienza nei confronti della persona portatrice di una malattia».

«Umberto Veronesi è stato il primo a riconoscere e dare l’umanizzazione alla medicina – dichiara Rosanna D’Antona, Presidente Europa Donna Italia – prima di lui si pensava che fosse più urgente curare l’organo piuttosto che la persona. Lui aveva capito che preoccuparsi della sensibilità delle pazienti accelerava la guarigione e lo insegnava ogni giorno a colleghi e allievi. Il Riconoscimento vuole valorizzare il modo di concepire la relazione medico-paziente introdotto dal Professor Veronesi affinché sia da stimolo e modello esemplare per tutta la classe medica».

«Creare da subito un buon rapporto con il paziente, entrando in empatia con lui, è fondamentale – afferma Paolo Veronesi, Presidente Fondazione Umberto Veronesi – la prima cosa da fare è ascoltarlo. Il medico deve necessariamente trovare un equilibrio tra il tempo che ha a disposizione, effettivamente troppo limitato, e la capacità di accontentare i pazienti. In ogni caso, la regola che vale per tutti noi medici è quella di non chiudere mai la porta di fronte a un paziente che ti vuole parlare».