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Enogastronomia

Migliori vini della Puglia, quali hanno ricevuto il premio “Tre Bicchieri” 2021

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vini della puglia

I vini della Puglia continuano a dimostrare di essere fra i migliori in assoluto e la produzione, nonostante i tempi difficili, continua a crescere anno dopo anno, con grande soddisfazione delle aziende che sono nel settore e che ad oggi sono ben 44. La produzione di qualità oramai è una costante in tutte le zone viticole del territorio pugliese e in alcune località come Manduria o Gioia del Colle è più evidente che in altre. Si tratta ovviamente di dati positivi, continuano ad esserlo per due fattori importanti. Uno riguarda la maggiore attenzione alla coltivazione e alla lavorazione del primitivo, un vitigno sempre più di riferimento della regione per la sua capacità di esprimere pienamente le caratteristiche dei territori da dove proviene.

Numerosi i vini della Puglia che hanno vinto il premio

Un altro dato importante che continua a far crescere la produzione e a rendere sempre più apprezzati i vini della Puglia è la crescita dell’importanza e della qualità dei vini a denominazioni di origine. Questo dettaglio valorizza il vitigno e il territorio, quindi non si parla solo di marchio ma anche di provenienza. Con il premio i Tre Bicchieri 2021 è stata premiata anche la cantina Terre dei Vaaz, azienda di Gioia del Colle, che lo ha conquistato con l’Onirico ’18, ma sono tanti altri i vini pugliesi ad aver vinto il prestigioso riconoscimento.

Il riconoscimento attesta l’elevata qualità dei vini

Fra i vini della Puglia che sono stati premiati con il riconoscimento I Tre Bicchieri 2021 troviamo 1943 del Presidente ’18 di Cantine Due Palme, Brindisi Rosso Susumaniello Oltremé ’18 delle Tenute Rubino, Askos Verdeca ’19 della Masseria Li Veli, Collezione Privata Cosimo Varvaglione Old Vines Negroamaro ’17 – Varvaglione 1921, Castel del Monte Rosso Bolonero ’19 di Torrevento, Primitivo 17 Vign. Montevella ’17 – Polvanera, Primitivo di Manduria Lirica ’18 dei Produttori di Manduria e molti altri.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Enogastronomia

Pomodoro Pelato di Napoli Igp, la Puglia non riesce a fermare la domanda

Beffa per la Capitanata, non riesce a fermare la domanda del pomodoro Pelato di Napoli Igp

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pomodoro pelato foggiano

La richiesta di riconoscimento del pomodoro Pelato di Napoli Igp, protocollata il 4 agosto, è stata accolta. Si tratta dell’ultimo passaggio della procedura necessaria per ottenere l’indicazione dell’origine protetta e adesso il disciplinare di produzione è al vaglio dell’Unione Europea. La domanda di registrazione non è stata fermata prima che arrivasse a Bruxelles, la Puglia non ce l’ha fatta. La versione definitiva del disciplinare spedita alla Commissione Europea, che il ministero delle Politiche Agricole ha pubblicato, è composta da 5 pagine. Quando si legge l’articolo riguardante la zona di produzione si riferisce al territorio comprendente le regioni Abruzzo, Campania, Basilicata, Molise e Puglia.

Pomodoro Pelato di Napoli Igp, protesta la Puglia

Tuttavia, ad essere leader nel comparto è La Capitanata. Stando ad una ricerca dell’Università di Foggia, il pomodoro da industria prodotto dalla Puglia è pari a 15.527.500 quintali, su una superficie di 17.170 ettari. Invece, la Campania ne produce 2.490.080 quintali su 3.976 ettari di superficie, e la provincia di Foggia produce ben 14.250.000 quintali da sola. I dati sono contenuti nella protesta al disciplinare che il comitato promotore della Dop ‘Pomodoro di Puglia’ ha presentato al Mipaaf. L’intento è quello di arrestare l’avanzata dei campani anche per una eventuale domanda di registrazione Ue del pomodoro Pelato di Napoli Igp e proteggere il pomodoro allungato made in Foggia.

La procedura adesso è al vaglio dell’Unione Europea

Sulla questione del pomodoro Pelato di Napoli Igp l’assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia aveva fatto sapere di aver avuto contatti con il ministero cinque giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del disciplinare. A nulla però sono valse le proteste, intanto la procedura è al vaglio dell’UE. Ad agevolare il Comitato promotore Igp Pomodoro pelato Napoli è stata anche l’emergenza covid, infatti a causa della pandemia il passaggio della riunione di pubblico accertamento è stato eliminato. Inoltre, il fascicolo ha oltrepassato le frontiere in piena stagione estiva. Se l’esito della commissione sarà favorevole, il nome sarà registrato dopo tre mesi.

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