taralli
Fonte web: Wikipedia

Quanto cresce il turismo in Puglia? Nel corso dell’ultimo anno 2017 è cresciuto moltissimo, e non solo grazie ai musei, ai monumenti e alla cultura di questi luoghi meravigliosi che fanno parte della regione, ma anche per via del settore enogastronomico.

 

In base al primo report sul turismo enogastronomico italiano 2018 realizzato dall’Università di Bergamo e dalla World Food Travel Association, infatti, ben il 30% degli italiani negli ultimi tre anni ha selezionato come meta turistica un luogo noto anche per la cucina tradizionale

Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano, paragona “i beni enogastronomici ai beni culturali. Il turista di oggi sta cambiando pelle in fretta, e lo sta facendo, nel contesto della globalizzazione, alla ricerca sempre più spasmodica della diversità”.

Il profilo del tipico viaggiatore, quindi, sembra essere cambiato. Roberta Garibaldi, professoressa dell’Università di Bergamo, lo definisce “più raffinato e istruito, con una laurea o addirittura un master. È social e viaggia con un partner, difficilmente con figli al seguito, e vede nell’enogastronomia un mezzo per conoscere più in profondità la cultura con cui intende entrare in contatto attraverso il viaggio”.

Proprio i social sono stati citati dalla Garibaldi non a caso, visto che, secondo alcune ricerche, le continue foto scattate ai cibi, i filtri che ne valorizzano i colori e che quasi ne fanno sentire profumi e sapori, valorizzerebbero i cibi tradizionali italiani e spronerebbero sempre più persone a mettersi alla ricerca di piatti specifici.

I social, infatti, hanno permesso a persone, che vivono in luoghi del mondo diametralmente opposti, di entrare a conoscenza di usi, di costumi, e di culture enogastronomiche di Paesi differenti dal proprio con una facilità incredibile e davvero impensabile fino a qualche anno fa.

Sempre in base al report, le mete enogastronomiche preferite dagli italiani risultano essere la Toscana (18%), la Sicilia (13%) e la Puglia (10%), con Emilia-Romagna, Campania e Lazio rispettivamente al quarto, quinto e sesto posto.

La diffusione del turismo enogastronomico favorisce, naturalmente, anche la crescita dei professionisti del settore e delle piccole realtà che provano ad espandersi. “Non ci sono dubbi – ci spiega la Garibaldi – c’è grande spazio di crescita per i professionisti del settore, che purtroppo sono un po’ carenti. Ci sono anche realtà che faticano a farsi conoscere e potrebbero aprirsi al turismo, come caseifici, pastifici e cioccolaterie e che, per farlo, hanno bisogno di competenze. I mercati dei prodotti, tanto ricercati e apprezzati, potrebbero essere più attrattivi. Infine alcune regioni, come Piemonte o Lombardia, la prima al top nel campo vitivinicolo e la seconda in quello della ristorazione, hanno amplissimi margini di miglioramento”.