Gli interventi chirurgici mini invasivi si svolgono ora a Bari con la realtà aumentata

Uno strumento tecnologico che facilità gli interventi chirurgici mini invasivi.

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Fonte web: Pixnio

BARI – La realtà aumentata arriva a Bari con Tesiamed, un acronimo che significa TEcniche di SImulazione Avanzata in MEDicina. Si tratta di un progetto mediante cui è stato realizzato un ambiente intraoperatorio in realtà virtuale e aumentata. In tale ambiente coesistono elementi descrittivi e rappresentativi della parte anatomica trattata in formato tridimensionale e multimodale (volumetrie ottenute fondendo immagini provenienti da fonti diverse, quali Endoscopio, TAC, RM, ECO, PET), e modellizzazione degli strumenti operatori, con l’obiettivo di fornire al chirurgo delle indicazioni da eseguire per condurre interventi mini invasivi (a cielo chiuso) con massima precisione, accuratezza e sicurezza per il paziente.

In pratica è uno strumento che consente al medico di eseguire interventi grazie alle indicazioni offerte da una realtà virtuale.

“Si tratta di simulare un intervento con la guida di un navigatore in un’aula multimediale – spiega Loreto Gesualdo, direttore Scuola di Medicina e Chirurgia dell’università di Bari -. L’applicazione di questa tecnologia è rivolta agli studenti in medicina perché imparino l’arte chirurgica simulata in aula senza rischi per il paziente, per poi applicare l’esperienza ai casi reali. Ma anche per ridurre i tempi di intervento e degenza, i costi per le strutture sanitarie ed il Servizio sanitario nazionale grazie alla diminuzione del risk management e dei tempi di ospedalizzazione del paziente”.

“Il DIM – dichiara il direttore Carlo Sabbà – è stato coinvolto nello sviluppo del prototipo chirurgico implementato con TESIAMED sia nei processi di formazione ed educazione del chirurgo sia nella gestione della sala operatoria e dell’attrezzatura utilizzata”. “TESIAMED è un progetto di successo legato al lavoro di squadra che ha prodotto un prototipo utile per la formazione degli studenti e specializzandi e per poter assumere importanti decisioni cliniche in centri di riferimento”, conclude Antonio Moschetta, direttore del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’università di Bari e responsabile scientifico del progetto.