A Barletta nasce il progetto della Caritas per accogliere i padri separati

Parte dalla Caritas di Barleta il progetto di accoglienza nei confronti dei padri separati che si trovano in situazione di difficoltà.

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Dopo una separazione, capita che uno dei due coniugi o entrambi siano in difficoltà, sia economiche, che pratiche che psicologiche. In Italia e nel mondo esistono vari sportelli a supporto delle donne separate, che magari sono riuscite a ribellarsi a uomini violenti, che non le rispettavano e ai quali si erano sottomesse completamente.

Tuttavia, sono davvero pochi i progetti a sostegno dei padri separati in difficoltà, una figura spesso dimenticata dallo Stato, che pretende che l’uomo goda a priori di un’indipendenza economica che non è detto abbia dopo un matrimonio finito.

Per questo, la Caritas della città di Barletta, da sempre sensibile a queste tematiche, ha deciso di avviare un progetto per realizzare l’accoglienza dei padri separati in difficoltà. Un tassello importante, che si aggiunge al progetto già avviato della realizzazione della Casa Betania, l’alloggio per i padri separati in difficoltà. La struttura è situata al secondo piano della palazzina polivalente della Caritas di Barletta in via Manfredi 45.

“A Barletta – spiega Lorenzo Chieppa, Direttore della Caritas di Barletta – c’è un luogo dove dare ai padri separati in difficoltà la possibilità di alloggiare, incontrare i propri figli, usufruire di tutti i servizi già funzionanti nella suddetta palazzina come la lavanderia, docce, distribuzione indumenti, infermeria, assistenza legale. Quando il matrimonio è ormai naufragato, ad affiorare sono solo problemi dalla dimensione di veri e propri drammi. Una crisi che oltre a essere economica diventa psicologica e relazionale. Mancano le risorse per rialzarsi da soli, l’assegno di mantenimento da corrispondere, il contratto d’affitto per la nuova casa, le bollette e poi i mobili, essere ascoltati… E poi la macchina come soluzione momentanea per abitare che per molti diventa purtroppo la routine… E in questo sfacelo generale di disimpegno sociale, incontrare i figli, restare genitore senza neppure avere uno spazio adeguato per incontrare i ragazzi, i bambini, tutto diventa impossibile dolorosissimo. Un problema che investe molte più persone di quello che si pensa, ed è per questo che negli ultimi anni stanno nascendo in alcune città italiane strutture di accoglienza per genitori rimasti senza un posto dove vivere dopo la separazione o il divorzio. In attesa di un nuova e più ampia struttura della Caritas cittadina abbiamo deciso di dedicare interamente a questa esigenza, il secondo piano della attuale struttura con otto posti letto con pareti di separazione e un armadio, oltre ad una sala conversazione dotata di televisione, comodi divani per ricevere e intrattenersi con i propri figli ad orari prestabiliti. Dopo una prima fase di avvio, finanziata dai contributi del 8 per mille, si cercherà di rendere in parte autonomi i fruitori chiamandoli ad una vera propria autogestione. L’assegnazione avverrà, per un periodo di 6 mesi, prorogabili a 12, sulla base di un regolamento di ammissione, previo modulo di richiesta entrambi disponibili presso l’ascolto situato al piano terra della stessa palazzina Caritas di Barletta”.