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La Fiom Cgil si fa portavoce della questione ArcelorMittal di Taranto

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TARANTO – Presso la cittadina pugliese, la Fiom Cgil si fa portavoce di quelle che sono le prerogative essenziali per la comunità tarantina, ovvero un più limpiedo e stretto legame sulle questioni ambientali. A fronte delle numerose richieste di chiarezza sulla questione riguardante ArcelorMittal, l’interesse della Fiom Cgil si concentra proprio su queste lacune, che si sperano presto di poter essere risolte.

“Il governo, attraverso il ministero dell‘Ambiente, convochi subito una conferenza di servizi per aprire una nuova stagione di ascolto e di dialogo con la comunità tarantina alla quale, in occasione dell’ultima autorizzazione integrata ambientale, è stato di fatto impedito un confronto di merito sul piano ambientale presentato da ArcelorMittal”. “Il governo prenda seriamente in considerazione la possibilità di rimuovere l’immunità penale nei confronti di ArcelorMittal”.

“I dati divulgati da Arpa in questi giorni – precisa il sindacato Cgil dei metalmeccanici – hanno evidenziato un incremento dei valori di emissione di sostanze inquinanti rispetto al 2018 che, seppur dentro i parametri previsti dalla legge, ha generato una grande mobilitazione di piazza da parte delle mamme del quartiere Tamburi, stanche di dover subire un inquinamento industriale senza una reale prospettiva di riconversione della produzione”.

“All’interno delle nostre osservazioni in merito all’Autorizzazione integrata ambientale presentata da Mittal, abbiamo sostenuto – continua la Fiom Cgil – che l’attuale ciclo produttivo deve subire una radicale trasformazione introducendo il sistema ibrido con l’utilizzo del preridotto e dei forni elettrici che di fatto andrebbe ad eliminare una parte delle cokerie e dell’agglomerato con una drastica riduzione delle emissioni inquinanti come il benzopirene e la diossina”. La Fiom Cgil conclude dichiarando che “è giunto il tempo di dare risposte certe a un territorio stanco di subire decreti e continui rinvii sul processo di risanamento ambientale e di bonifiche. La Viias – si precisa – sia l’elemento di congiunzione tra i lavoratori e la città per cambiare radicalmente quella fabbrica”.

Traduttore e addetto marketing per le aziende, ama viaggiare, leggere e creare agglomerati di pensieri, costruzioni maestose e imponenti di lettere e parole, il cui collante è il solo potere della fantasia.

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Nel porto di Brindisi si può ammirare il Monumento al Marinaio

Il Monumento al Marinaio è un omaggio ai caduti alto 54 metri

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Porto di Brindisi, il Monumento al Marinaio omaggio ai caduti

Alto 54 metri, il  Monumento al Marinaio è un omaggio ai caduti alto 54 metri che è stato realizzato nel 1993 per collocarlo nel porto di Brindisi. Il monumento è visibile da qualsiasi punto della città e dalla sua altezza si può godere una vista spettacolare su Brindisi. La statua si propone di celebrare tutti i marinai caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Infatti, fra il 1915 e il 1918 sono stati 33.900 gli uomini che hanno perso la vita e il maestoso monumento a forma di timone è stato realizzato per commemorarli.

Monumento al Marinaio si chiama “Sta come torre”

Realizzata dall’architetto Luigi Brunati e dallo scultore Amerigo Bartoli, l’opera si chiama “Sta come torre” ma tutti lo conoscono come il Monumento al Marinaio d’Italia. Alla base la scultura presenta una cripta a forma di scafo rovesciato e un altare con la statua della Vergine Stella Male. Come omaggio ai caduti sono stati apposti i nomi dei circa 6mila Marinai della Regia Marina Mercantile caduti dall’Unità d’Italia fino a quando il monumento è stato inaugurato. Inoltre, sono citate tutte le Medaglie d’Oro ottenute durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale sui quattro marmi bianchi posizionati sulle ultime 4 colonne del corridoio. Infine, sul piazzale antistante il monumento sono state collocate due ancore di proprietà dell’incrociatore austro-ungarico. Ci sono anche due cannoni austro-ungarici risalenti ad alcuni sommergibili.

Cosa c’è all’interno del monumento

Dentro il Monumento al Marinaio ci sono delle sale storiche in cui si possono ammirare oggetti e reperti come un fregio donato dalla Presidenza della Repubblica e l’urna contenente la sabbia di El Alamein. Inoltre, lungo le pareti delle scale interne c’è un percorso fotografico che narra il periodo dalla costruzione fino a quando il monumento è stato inaugurato. Dal terrazzo del monumento si può godere di una vista suggestiva su Brindisi. Per i cittadini questo monumento è diventato un vero e proprio simbolo e sono molto legati a quello che rappresenta, nonostante sia di epoca recente.

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