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FOGGIA – “Abbiamo elezioni europee e nessuno parla di Europa ma solo di beghe interne”. Lo ha dichiarato Romano Prodi, che è stato nominato come ospite del convegno del Conservatorio Umberto Giordano. L’evento è stato intitolato “Europa. Un futuro per i giovani. Oltre la generazione Erasmus”

“C’è una sfiducia nella democrazia – ha detto Prodi –, c’è una voglia di autorità in tutto il mondo. In India, in Polonia, in Cina, in Brasile. C’è una delega di potere. In Africa quando vincono le elezioni si credono padroni del Paese. Noi in Europa siamo ancora i maggiori depositari della democrazia rappresentativa, nonostante tutto. Siamo in un passaggio in cui la democrazia deve essere efficiente, i governanti pensano solo alle elezioni, mentre oggi i grandi problemi sono solo di lungo periodo”.

Per una Europa più solida, secondo l’opinione di Prodi bisognerebbe aumentare il potere del Parlamento Europeo. “Se non arriva la politica, non ci si può sentire vicini all’Europa. 22 lingue diverse, con l’allargamento non si sapeva più come regolarsi con gli interpreti. Ci sono 21 cinesi ogni italiano. La sovranità la si salva solo stando insieme agli altri. Nel Rinascimento gli stati Italiani erano in cima al mondo, nell’arte della guerra, nella scienza. La prima globalizzazione è stata la scoperta della America e l’Italia è scomparsa dalla cartina. Oggi le caravelle sono Google, Amazon, Alibaba”.

Il bisogno della moneta unica:“Voglio l’euro perché mio fratello è morto in guerra”, fu il sentimento di Kohl che con Prodi costruì l’unione monetaria.
“70 anni di pace non ci sono mai stati, appena fuori dai nostri confini in Jugoslavia ci sono stati morti su morti. Ho giurato fedeltà all’Europa, quando lavoravo in Commissione parlavo in inglese ma quando entravo in Parlamento solo italiano, questa è la differenza. L’Europa ha bisogno di un collante sociale e questo collante passa da tre temi: sanità, scuola e case popolari.
Ci sono i soldi europei per poterlo fare. Oggi non dice più nessuno fuori dall’Europa, sono tanti i caos inglesi del dopo Brexit che nessuno dice più fuori dall’euro”.
Nessun pentimento per l’allargamento all’Europa ad Est. ‘Non sono pentito, Albania, Serbia dobbiamo chiudere il cerchio, chiudere definitivamente i confini dell’Europa”.