Le parole delle istituzioni sulla Cittadella della Carità di Taranto

TARANTO - Le istituzioni di Taranto si sono espresse sul tema dei dipendenti della Cittadella della Carità, i cui stipendi non sarebbero ancora stati erogati.

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Fonte web: Pixabay

“Abbiamo esperito tutti i tentativi bonari per tentare una soluzione – dice Lorenzo Caldaralo, segretario della FP CGIL di Taranto – ma il continuo ritardo nel pagamento dei salari del personale, condizionati dal rapporto con la ASL che ancora non corrisponde alla struttura sanitaria della Cittadella quanto dovuto, mette proprio i lavoratori in una condizione di debolezza che non possiamo subire. La FP CGIL chiede di vedere più chiaramente le garanzie per i lavoratori che dovrebbero essere contenute nel piano di risanamento ma preavvisa anche l’intenzione di attivare proprio nei confronti dell’ASL di Taranto le pratiche per la certezza dei salari attivando il cosiddetto intervento sostitutivo. La lettera inviata ieri dalla Funzione Pubblica CGIL ai vertici di Cittadella della Carità e ASL di Taranto, dichiara ancora una volta la disponibilità ad un confronto risolutivo, ma segna anche il count down dei sette giorni previsti. Dopodichè si preannuncia lo stato di agitazione del personale e un sit in di protesta proprio davanti alle strutture sanitarie deputate a dare risposte a questa vertenza”.

“I sindacati hanno dato sette giorni di tempo ai vertici della struttura e alla Asl di Taranto per ottenere delle risposte, – ha dichiarato il consigliere regionale di Direzione Italia, Renato Perrini – ma io non intendo aspettare un giorno di più, per questo, appresa la notizia, mi sono attivato con l’assessore al Lavoro, Sebastiano Leo, perché ho la sensazione che della vertenza Cittadella della Carità di Taranto la Regione Puglia sia poco interessata o informata. Al più presto lo farò anche con l’assessore alla sanità, Emiliano, anche se ho la sensazione peggiore, ovvero che il presidente sia più impegnato a fare campagna elettorale che a risolvere i problemi dei pugliesi. I dipendenti della struttura socio-sanitaria, fondamentale per il territorio, non percepiscono da due mesi gli stipendi. Molte famiglie sono in difficoltà in un contesto già fortemente disagiato economicamente. Non solo, ma se allo scadere dell’ultimatum dei sindacati non si avranno risposte e il personale entrerà in agitazione, altre famiglie potrebbero essere in gravi difficoltà per i mancati trattamenti sanitari dei loro familiari. Insomma, è necessario che la Regione Puglia, assessore alla Sanità in primis, ma tutta la giunta si attivi con la Asl di Taranto per scongiurare quest’ennesima vertenza tarantina”.

Si legge in una nota sul nuovo presidente del CdA, l’avv.Salvatore Sibilla: “Nella giornata di venerdì 8 febbraio si è riunito il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cittadella della Carità per formalizzare la nomina del nuovo Presidente, dopo le dimissioni dell’avv. Sergio Prete. All’ unanimità l’avv. Salvatore Sibilla, già vicepresidente, è stato eletto nuovo Presidente della Fondazione. S.E. Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo Metropolita, ha partecipato al Consiglio, indirizzando a tutti i membri un saluto ed un incoraggiamento affinchè la Fondazione Cittadella della Carità non disperda il patrimonio ideale indicato dal fondatore S.E. Mons. Guglielmo Motolese, e continui a rispondere concretamente alla domanda di attenzione e di carità di coloro che sono nella fragilità fisica. L’arcivescovo ha sottolineato l’importanza di proseguire il lavoro già impostato e volto a mantenere l’autonomia della Cittadella della Carità, perseguendo l’obiettivo di un miglioramento costante dei servizi alla persona. La scelta dell’avv. Sibilla, in continuità con la precedente consiliatura, è il segno concreto della volontà di perseguire i fini di sostenibilità economica, mantenimento dei livelli occupazionali, sviluppo delle attività esistenti ed apertura a nuove opzioni. In questo senso il nuovo presidente e l’intero Consiglio rassicurano i dipendenti e gli stake holders in merito al proseguimento del piano di risanamento intrapreso che non subirà battute d’arresto”.