Puglia

Nei primi giorni di Aprile, presso il consiglio regionale della Puglia, si è discussa un’alternativa per semplificare il percorso burocratico del riconoscimento di attività per le imprese turistiche. Secondo questa riforma, le agenzie di viaggio non dovranno sottostare alle leggi abilitative imposte dalle Province, bensì a quelle date dai Comuni. Di fatto, la legge modificata è la n.11 del 1999, la quale si occupava di disciplinare lo svolgimento delle strutture turistiche, mentre la legge n.34 del 2007 riguarda l’esercizio di competenza amministrativa affidata alla provincia.

Dichiara l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale Loredana Capone «Abbiamo raccolto le istanze di rinnovamento del territorio, snellendo i gravosi adempimenti amministrativi a loro carico e cercando di favorire sempre più il sistema turistico e oggi, di fatto, rappresenta uno dei principali volani di sviluppo dell’economia regionale». Il cambiamento della legge si fa  così garante del bisogno di evoluzione e sviluppo del nostro settore turistico, dato che oggi giorno si creano sempre più possibilità sfruttabili a livello territoriale, come i villaggi turistici, i campeggi, e i posti all’aria aperta che la Puglia sa offrire in grande quantità.

«Il territorio pugliese – aggiunge l’assessore – si contraddistingue per una grande varietà di paesaggi. Questi paesaggi oggi accolgono numerose strutture ricettive all’aria aperta che rappresentano una valida alternativa al pernottamento tradizionale. Una vacanza, cioè, a diretto contatto con l’ambiente. Con questa legge, allora, abbiamo voluto supportare anche quegli operatori turistici che vogliono adeguare le proprie aziende a queste nuove esigenze del mercato fornendo servizi ulteriori e capaci di soddisfare tutte le esigenze di tutte le generazioni. Diversificare l’offerta turistica nel nostro territorio, infatti, significa disporre di strutture e servizi adatti ai diversi ti di esperienza richiesta. Ed è nostro obiettivo specifico aumentare il numero dei turisti ma anche aiutare gli operatori e le città a migliorare la qualità dell’accoglienza. Ovviamente rispondendo sempre all’esigenza di rispettare le regole urbanistiche, il Pptr e le norme ambientali».