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Presso Taranto, 35 anni fa due uomini, Carmine Carlucci e Antonio Fornaro, fondarono  il Comitato Qualità della Vita. Si impegnavano a cercare delle soluzioni di progredimento in merito alla vivibilità nella città di Taranto.

La prima battaglia: «Raccogliemmo 83mila firme – ricorda Carlucci – per l’università a Taranto. Siamo riusciti a ottenere la presenza universitaria ed è stata una grande vittoria, anche se abbiamo anche perso alcune occasioni importanti. Mi riferisco alla chiusura dei corsi in beni culturali e in scienze del mare, due indirizzi vocazionali per il nostro territorio».

Ora la battaglia universitaria si è spinta più avanti: «Diventare università autonoma è difficile. Il nostro obiettivo deve essere quello di diventare un unicum con Bari, non una mera sede decentrata con tutti i problemi che le sedi decentate comportano. E poi bisogna riuscire a sviluppare il terreno di ricerca nel sistema universitario ionico, che comprende l’Università, il Politecnico, il Paisiello, il Cnr, la Lumsa. Sono tutte risorse preziose che abbiamo e che in una ottica di sistema possono contribuire in modo determinate alla crescita della città». Guardare avanti, dunque, ma senza dimenticare le radici. Anzi, non potrà esserci adeguato futuro senza una consapevolezza della propria storia. Ed è per tenere viva la memoria che il 30 ottobre sarà celebrata la Giornata delle Pietre di Città. «Ricorderemo – spiega Fornaro – tutti coloro che non ci sono più ma che hanno rappresentato delle pietre miliari per la nostra città».

«Purtroppo – dice ancora il professor Fornaro – c’è stata una perdita di identità negli adulti e noi quella identità smarrita cerchiamo di farla recuperare ai ragazzi, ai quali raccontiamo le nostre tradizioni. Tra le diverse iniziative, c’è il recupero della tradizionale letterina sotto il piatto a Natale e i “Piatti di Paradiso” della Settimana Santa. Altra iniziativa è quella dei due ceri per l’Immacolata, una tradizione che unisce Tarantoe Pulsano, un tempo territorio dell’agro tarantino». Sempre nell’ottica di recuperare e preservare storia e tradizioni, il Cqv si è posto altri due ambiziosi obiettivi: la valorizzazione di due magnifici bassorilievi. Uno è quello di San Michele, che risale al ‘600 e si trova in vico Pentite; l’altro è quello di Sant’Irene (1700) in via Garibaldi. Ne sentiremo parlare. Intanto, giovedì 20 settembre sarà celebrata la Giornata dell’Università Jonica. Si comincia al mattino al Convento di San Francesco, sede del Dipartimento Universitario Jonico, con un forum sul tema: “La nostra Università per il mio futuro: analisi e prospettive”