A Trani indetto il concorso per valorizzare gli infermieri dell'Ordine
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BRINDISI – La Brindisi d’eccellenza arriva fino a Milano: il Dottor Antonio Orgiani, originario di Mesagne, in provincia di Brindisi, si sta affermando in Italia come uno dei giovani chirurghi di punta nel ramo dell’ortopedia e della traumatologia. Recentemente inserito nel gruppo dei migliori Chirurghi Italiani Under 45 della Sia (Società Italiana di Artroscopia), ha ottenuto l’affido delle ginocchia dei giovani giocatori dell’Inter, che avranno modo di usufruire delle sue cure.

“Il dottor Antonio Orgiani è nato a Mesagne, in provincia di Brindisi, il 28 Giugno del 1978. Ha posto in essere i propri studi universitari presso l’Università “Alma Mater” di Bologna, ove si è laureato, in Medicina e Chirurgia, il 27 Febbraio del 2003. Dopo la laurea ha proseguito gli studi che sono culminati, nel 2008, con l’ottenimento della specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, ancora a Bologna. E’ un dottore che si interessa particolarmente di chirurgia artroscopica di spalla ginocchio e caviglia, della ricostruzioni di queste zone, della correzione della deformità del piede ed in particolare si occupa della Traumatologia Sportiva. Prima di trasferirsi a Rozzano, dove lavora nel ruolo di assistente presso l’Unità operativa di Ortopedia del Ginocchio e Traumatologia dello Sport, nella clinica Humanitas, ha lavorato a Lecce, presso l’ospedale cittadino.”

«È importante seguire i ragazzi mentre muovono i primi passi sui campi sportivi – aveva dichiarato tempo fa il Dottor Antonio Orgiani –. Prevenire infortuni o altre problematiche legate all’attività sportiva è fondamentale. Bisogna offrire la possibilità a tante famiglie di avere un punto di riferimento qualificato sul fronte ortopedico, permettendo ai giovani atleti un approccio più naturale al mondo della medicina all’interno di un contesto ambientale così ricco di storia sportiva».

L’ortopedico brindisino Antonio Orgiani nello staff medico dell’Inter ha dichiarato che lavorare al sud non sia affatto semplice soprattutto per chi è ortopedico come lui e quindi ha bisogno di un team fatto di anestesisti, infermieri, operatori socio sanitari, fisioterapisti. Questo non sembrerebbe essere sempre possibile nel Meridione, per via di problemi strutturali e di risorse.