La manifestazione degli studenti a Bari a tutela della scuola italiana

Dopo di che una delegazione di studenti ha incontrato l'Assessore alle politiche giovanili.

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Fonte web: Pixabay

BARI – Nel capoluogo pugliese, gli studenti scendono in piazza a difesa della scuola italiana. Inoltre, una delegazione di studenti della Rete della Conoscenza, Link e Uds, al termine della manifestazione, ha incontrato l’Assessore alle politiche giovanili e istruzione, Paola Romano.

«Dopo aver posto tutti i problemi sull’edilizia delle strutture scolastica nella nostra città e provincia – dichiara Matilda Bruno, coordinatrice Unione degli Studenti Bari – abbiamo ottenuto l’impegno per un incontro con un rappresentante della Città metropolitana per l’istituzione di un Osservatorio sull’edilizia scolastica e sui trasporti».

«Abbiamo sottoposto il problema dell’assenza degli alloggi per studenti universitari in città e i tanti affitti in nero – dichiara Piercarlo Melchiorre, coordinatore Link Bari – in seguito all’incontro con l’Assessore si è stabilita una riunione con l’assessore regionale all’istruzione e i Rettori dei due Atenei baresi per trattare con urgenza il tema».

«Dopo le mobilitazioni del 12 ottobre abbiamo costretto il Governo ad incontrarci: in questo mese abbiamo incontrato il vicepremier Di Maio, dal quale però non abbiamo ricevuto alcuna garanzia sulla realizzazione delle nostre richieste. Dal Ministero dell’Istruzione in questi mesi abbiamo ricevuto solo tagli e orecchie da mercante: il massimo esempio è il falso superamento dell’alternanza, che significa solo risparmi per il Miur e orientamento al lavoro per gli studenti. Il Ministro Bussetti sostiene fermamente che gli investimenti non siano necessari per il miglioramento delle scuole di fronte ad edifici fatiscenti e soffitti crollati, diritto allo studio e welfare studentesco inesistenti, offerta formativa non di qualità. Alle esigenze degli studenti questo nuovo ministro risponde tagliando 60 milioni di euro alla didattica, trasformando l’alternanza in orientamento al lavoro, lasciando che si sprechino 2,5 milioni di euro su polizia cinofila e telecamere nelle scuole: riceviamo continue promesse ma nella Legge di Bilancio non è stato investito un euro in più in istruzione e cultura. Se il 12 ottobre è partita la scossa, il 16 novembre è arrivata l’onda d’urto: la mobilitazione non si fermerà, continueremo fino a quando non otterremo ciò che chiediamo da troppo tempo» dichiara Davide Lavermicocca, Coordinatore dell’Unione degli Studenti Puglia.