A Taranto gli studenti aderiscono alla manifestazione del 22 febbraio
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TARANTO – Il prossimo 22 febbraio moltissimi studenti italiani scenderanno in piazza. L’occasione sarà quella di un corteo, che avrà luogo in più di 50 città italiane tra cui Taranto, organizzato come manifestazione nazionale contro il nuovo esame di maturità e i tagli alla scuola.

A battersi contro il taglio di 4 miliardi all’istruzione, previsti dalla legge di Bilancio, vi saranno città come Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Venezia, Cagliari, Palermo, Venezia, Perugia, Reggio Calabria e naturalmente Taranto. La manifestazione nazionale era stata lanciata lo scorso gennaio dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC) mediante un video caricato sul web da Simone Guirino, studente dell’IISS Righi di Taranto.

“In queste ultime settimane sono diversi gli studenti che in tutta la provincia stanno aderendo alla protesta, tra cui rappresentanti di classe e di istituto delle scuole di Taranto e provincia – ha dichiarato Simone Guirino, studente del FGC di Taranto – siamo pronti a bocciare il governo. Ancora una volta tagli di 4 miliardi sull’istruzione, in più un esame di maturità stravolto. Il governo Lega-Cinque Stelle ci prometteva di rivedere la Buona Scuola ma oggi aderisce il progetto di Renzi. La nuova maturità costringe a cambiare i programmi a pochi mesi dall’esame con ripercussioni gravi sulla didattica. Altro che cambiamento, si continua a colpire la scuola pubblica, mentre l’Italia è agli ultimi posti nel mondo per spesa in istruzione. Respingiamo con i professori il progetto di regionalizzazione della scuola, che dietro l’idea di autonomia scolastica porta soltanto disastri e disgregazione di una scuola statale in ginocchio. In uno scenario politico sempre più buio, dagli studenti arriva un grido coerente, che respinge le politiche scolastiche europee e le scelte folli del governo Lega-Cinque Stelle”.

Un’occasione importante per tutti gli studenti, per esprimere la loro opinione in favore della scuola e contro il nuovo esame di maturità e i tagli all’istruzione, che ha invece bisogno di essere valorizzata.