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Grotte di Castellana protagoniste di un esperimento di digital value sharing

L’ esperimento di digital value sharing è frutto di una partnership tra MarTa e le Grotte di Castellana

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Grotte di Castellana Marta

Sabato 11 dicembre si è svolto nella caverna della Grave delle Grotte di Castellana un innovativo esperimento di digital value sharing, frutto di una partnership tra MarTa e le stesse grotte. L’esperimento ha avuto come obiettivo quello di valorizzare il patrimonio culturale, ambientale e turistico, ma anche di attivare una rete territoriale mirata a scambiarsi valori, attrattività e conoscenza. L’avvio dell’esperimento è stato dato in occasione dell’evento “Valorizzare il patrimonio culturale: la sfida di coniugare sostenibilità, innovazione e territorialità”, patrocinato dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e del Politecnico di Bari, svoltosi appunto nella caverna della Grave delle Grotte di Castellana.

Esperimento innovativo di digital value sharing

Durante l’esperimento di digital value sharing sono  intervenuti illustri relatori ed è stata posta massima attenzione al tema della valorizzazione del patrimonio, percorrendo la sostenibilità, l’innovazione e la territorialità. Lo scopo è quello favorire lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio. Sono intervenuti per i saluti istituzionali Francesco De Ruvo, sindaco di Castellana-Grotte, il rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Stefano Bronzini, il rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, direttore del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Riccardo Pagano, Presidente della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali e presidente della BCC di Castellana-Grotte Agusto dell’Erba.

Presente anche Eva Degl’Innocenti, direttrice del MArTA

Erano presenti all’evento anche il presidente del CdA della Grotte di Castellana srl Victor Casulli, l’onorevole Ubaldo Pagano, componente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e la senatrice Patty L’Abbate, componente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato della Repubblica. Hanno relazionato l’evento Eva Degl’Innocenti, la direttrice del MArTA, il docente Giuliano Volpe dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e presidente emerito del Consiglio Superiore dei beni culturali e paesaggistici del MiBACT, il docente Stefano Miani dell’Università degli Studi di Udine e il docente Stefano Dell’Atti dell’Università degli Studi di Foggia.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Fa paura in Puglia la crisi del microchip

La crisi del microchip ha causato ritardi sulle imprese

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crisi del microchip

In Puglia c’è grande apprensione per la crisi del microchip. Il premier Draghi ha detto che non ci sono alternative all’intervento dello Stato per contenere i costi della transizione energetica e digitale, fondamentale per diminuire la dipendenza dell’Italia dalle forniture di semiconduttori dell’Europa. Ovunque vi sono ripercussioni, e anche nella regione pugliese, come in altre aree del Paese, si stanno verificando le prime manifestazioni. Anche se il blocco per l’industria al momento pare sia stato superato, le imprese lamentano ritardi e hanno paura che possano ripresentarsi peggio di prima. Infatti, il boom della domanda ha avuto effetti diretti sul costo dell’energia e su tutte le materie prime, tanto che i prezzi sono aumentati.

Si attendono peggioramenti per la crisi del microchip

La settimana scorsa l’apice della sofferenza è stato raggiunto sia con l’irreperibilità di materie prime che con il blocco forzato delle produzioni in Cnh Industrial. L’effetto è stato lo stop di 8 giorni (fino al 14 ottobre) nello stabilimento di Lecce del colosso delle macchine movimento terra. A casa sono rimasti oltre la metà degli 850 lavoratori, che hanno sfruttato ferie e permessi che avevano a disposizione. Dopo Lecce, ha esteso il provvedimento a molti dei suoi plant europei anche la multinazionale del gruppo Exor. Il comunicato dice che Cnh Industrial ha chiuso temporaneamente diversi siti produttivi di macchine agricole, veicoli commerciali e sistemi di produzioni in Europa dopo le interruzioni alla catena di fornitura e alla carenza di semiconduttori.

In Cina il governo obbliga le aziende a minori consumi

Alla crisi del microchip viaggia in parallelo la crisi energetica, che genera effetti a catena anche negli altri settori, che vede a capo la moda. Dalla Cina proviene un’ondata travolgente, visto che il governo cinese sta obbligando anche nelle fabbriche limiti ai consumi.  I fornitori stanno comunicando quanto sta accadendo ai loro clienti, come conferma l’informazione che la Gda srl, azienda salentina attiva nel tessile e nell’abbigliamento di lusso, ha ricevuto qualche giorno fa. Fino al 31 marzo 2022 potrebbe essere ulteriormente limitata la capacità produttiva di alcuni settori.

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