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Microsoft Italia punta sulla Puglia, a dirlo è proprio l’ad del colosso informatico

Arriva proprio dall’ad la notizia che Microsoft Italia punta sulla Puglia

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Microsoft Italia Puglia

La notizia che Microsoft Italia punta sulla Puglia è stata resa nota proprio dall’ad del colosso informatico, che ha sottolineato come la regione sul digitale può dare esiti come la Lombardia. Il gigante dell’informatica ha aperto a Molfetta il primo centro del Sud dedicato alla formazione gratuita per pmi e pubbliche amministrazioni. Si tratta di un progetto ambizioso che aprirà la strada agli investimenti per unificare il Paese sul digitale. Il South innovation center si trova all’interno della Hevolus innovation della città pugliese, punto di riferimento nel mondo della realtà aumentata e virtuale e partner di Microsoft.

Con l’apertura del centro Microsoft Italia punta sulla Puglia

Nel South Innovation center di Molfetta ci si potrà confrontare su casi d’uso reali e testare le potenzialità e il funzionamento di tecnologie e dispositivi di nuova generazione. Progettato per consentire ad aziende e professionisti del Sud Italia di toccare il valore del digitale con mano per la crescita e la resilienza, lo spazio si pone come punto di riferimento locale per supportare la trasformazione digitale di settori importanti come il retail e il manufacturing, oppure la la pubblica amministrazione, che possono stimolare il rilancio di un’area colpita duramente dalla pandemia, ma che contribuisce circa al 20% del Pil nazionale.

Il digitale deve essere accessibile a tutti

Con l’apertura di questo centro è chiaro come Microsoft Italia punta sulla Puglia, offrendo formazione gratuita, in modalità fisica o virtuale. Insieme ad Hevolus, Microsoft metterà al servizio delle realtà locali le competenze necessarie per aiutarle ad approfittare dei vantaggi delle nuove tecnologie. L’iniziativa mira ad accelerare la trasformazione digitale delle Pmi e della Pal del Mezzogiorno, e rientra nell’impegno di Microsoft per la formazione e la cultura digitale che sta alla base del piano quinquennale Ambizione Italia #DigitalRestart. Antonio Squeo, chief innovation officer di Hevolus Innovation, ha sottolineato che tutti devono poter accedere alle nuove tecnologie in maniera semplice, senza avere conoscenze informatiche particolari, e usando liberamente i dispositivi che sanno utilizzare meglio.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Fa paura in Puglia la crisi del microchip

La crisi del microchip ha causato ritardi sulle imprese

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crisi del microchip

In Puglia c’è grande apprensione per la crisi del microchip. Il premier Draghi ha detto che non ci sono alternative all’intervento dello Stato per contenere i costi della transizione energetica e digitale, fondamentale per diminuire la dipendenza dell’Italia dalle forniture di semiconduttori dell’Europa. Ovunque vi sono ripercussioni, e anche nella regione pugliese, come in altre aree del Paese, si stanno verificando le prime manifestazioni. Anche se il blocco per l’industria al momento pare sia stato superato, le imprese lamentano ritardi e hanno paura che possano ripresentarsi peggio di prima. Infatti, il boom della domanda ha avuto effetti diretti sul costo dell’energia e su tutte le materie prime, tanto che i prezzi sono aumentati.

Si attendono peggioramenti per la crisi del microchip

La settimana scorsa l’apice della sofferenza è stato raggiunto sia con l’irreperibilità di materie prime che con il blocco forzato delle produzioni in Cnh Industrial. L’effetto è stato lo stop di 8 giorni (fino al 14 ottobre) nello stabilimento di Lecce del colosso delle macchine movimento terra. A casa sono rimasti oltre la metà degli 850 lavoratori, che hanno sfruttato ferie e permessi che avevano a disposizione. Dopo Lecce, ha esteso il provvedimento a molti dei suoi plant europei anche la multinazionale del gruppo Exor. Il comunicato dice che Cnh Industrial ha chiuso temporaneamente diversi siti produttivi di macchine agricole, veicoli commerciali e sistemi di produzioni in Europa dopo le interruzioni alla catena di fornitura e alla carenza di semiconduttori.

In Cina il governo obbliga le aziende a minori consumi

Alla crisi del microchip viaggia in parallelo la crisi energetica, che genera effetti a catena anche negli altri settori, che vede a capo la moda. Dalla Cina proviene un’ondata travolgente, visto che il governo cinese sta obbligando anche nelle fabbriche limiti ai consumi.  I fornitori stanno comunicando quanto sta accadendo ai loro clienti, come conferma l’informazione che la Gda srl, azienda salentina attiva nel tessile e nell’abbigliamento di lusso, ha ricevuto qualche giorno fa. Fino al 31 marzo 2022 potrebbe essere ulteriormente limitata la capacità produttiva di alcuni settori.

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