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Start up collega olio pugliese al Nord Italia

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FOGGIA – La start up dei fratelli Morrone si chiama Olivante e ha ottenuto un premio importante da parte della Regione Puglia. Perché?

Perché la start up di successo ha creato un sito che permette a chi produce olio pugliese di alta qualità di farlo conoscere. In più, permette anche ai ristoratori e a chiunque abbia bisogno di notevoli forniture di olio di approvvigionarsi con l’olio pugliese… Anche al Nord.

Infatti, il sito nasce come una delle start up innovative che si basano sul principio di domanda e offerta, ma c’è di più. I due fratelli hanno 26 e 30 anni e hanno già coinvolto le prime 15 aziende. Ora l’obiettivo è convincere i primi 40 frantoi pugliesi.

L’idea nasce quando uno dei fratelli, Mario, pensa di creare questo punto d’incontro digitale. Per farlo, chiede aiuto al fratello, che aveva già contatti con i ristoratori di Bergamo per lavoro. Come funziona il sito? Il produttore di olio evo si registra e mette le caratteristiche del suo prodotto.

Il ristoratore ordina dal sito. Il produttore verifica l’ordine dal suo profilo e procede alla spedizione. “In Italia esistono oltre 400 cultivar autoctone ma ancora in gran parte dei ristoranti ai clienti viene proposto semplicemente olio evo, senza considerare le centinaia di sfumature e di abbinamenti che possono essere fatti con le diverse tipologie di pietanze”.

Così hanno spiegato i fratelli. Il progetto ha ricevuto 30mila euro a fondo perduto da parte della Regione Puglia nell’ambito del bando Pin – Pugliesi Innovativi.

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Grotte di Castellana protagoniste di un esperimento di digital value sharing

L’ esperimento di digital value sharing è frutto di una partnership tra MarTa e le Grotte di Castellana

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Grotte di Castellana Marta

Sabato 11 dicembre si è svolto nella caverna della Grave delle Grotte di Castellana un innovativo esperimento di digital value sharing, frutto di una partnership tra MarTa e le stesse grotte. L’esperimento ha avuto come obiettivo quello di valorizzare il patrimonio culturale, ambientale e turistico, ma anche di attivare una rete territoriale mirata a scambiarsi valori, attrattività e conoscenza. L’avvio dell’esperimento è stato dato in occasione dell’evento “Valorizzare il patrimonio culturale: la sfida di coniugare sostenibilità, innovazione e territorialità”, patrocinato dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e del Politecnico di Bari, svoltosi appunto nella caverna della Grave delle Grotte di Castellana.

Esperimento innovativo di digital value sharing

Durante l’esperimento di digital value sharing sono  intervenuti illustri relatori ed è stata posta massima attenzione al tema della valorizzazione del patrimonio, percorrendo la sostenibilità, l’innovazione e la territorialità. Lo scopo è quello favorire lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio. Sono intervenuti per i saluti istituzionali Francesco De Ruvo, sindaco di Castellana-Grotte, il rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Stefano Bronzini, il rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, direttore del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Riccardo Pagano, Presidente della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali e presidente della BCC di Castellana-Grotte Agusto dell’Erba.

Presente anche Eva Degl’Innocenti, direttrice del MArTA

Erano presenti all’evento anche il presidente del CdA della Grotte di Castellana srl Victor Casulli, l’onorevole Ubaldo Pagano, componente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e la senatrice Patty L’Abbate, componente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato della Repubblica. Hanno relazionato l’evento Eva Degl’Innocenti, la direttrice del MArTA, il docente Giuliano Volpe dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e presidente emerito del Consiglio Superiore dei beni culturali e paesaggistici del MiBACT, il docente Stefano Miani dell’Università degli Studi di Udine e il docente Stefano Dell’Atti dell’Università degli Studi di Foggia.

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