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Da fortezza oggi il Castello di Nardò è sede del Municipio

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Castello di Nardò

Costruito a scopo di difesa, il Castello di Nardò è diventato da fortezza sede del Municipio e ancora oggi mostra intatta la sua magnificenza. Impossibile non notarlo durante una passeggiata lungo il centro storico della città e la struttura è assolutamente suggestiva, non ha affatto perso il suo fascino a distanza di tanti secoli. In realtà la data esatta in cui è stato edificato il castello non è nota, tuttavia è certo che la costruzione risale al XV secolo. In quel periodo passò dal dominio angioino a quello aragonese, che è anche il periodo in cui si affermò in città il potere della famiglia degli Acquaviva di Aragona, Duchi di Nardò e Conti di Conversano.

La storia del Castello di Nardò

Edificato con ogni probabilità su una struttura preesistente, il Castello di Nardò venne realizzato con pianta quadrangolare e circondato da un fossato profondo e dalle mura. Agli spigoli si trovano quattro enormi torrioni sporgenti a forma di mandorla. Inizialmente destinato alla difesa, il castello venne successivamente trasformato in residenza civile per accogliere la famiglia Personè. La trasformazione della struttura avvenne attorno alla fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo, periodo in cui la struttura venne rimaneggiata. I lavori interessarono i cornicioni situati nella parte alta delle torri, che vennero resi leggermente aggettanti e poggiati su mensole piccole decorative.

Oggi è sede del Municipio

Lo stile in alcuni fregi si rifà a quello dei castelli di Otranto, Gallipoli e Corigliano d’Otranto. I lavori vennero affidati alla direzione dell’Ingegnere Generoso De Maglie di Carpignano Salentino e sulla facciata venne apposto lo scudo con le armi dei Personé. Presente nella originaria architettura, il fossato del Castello di Nardò alla fine dell’800, dopo la costruzione della strada oltre il muro, venne riempito del tutto. Il comune nel 1933 acquistò il castello.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Polignano a Mare, ecco cosa vedere da questa terrazza marina

Polignano a Mare (Bari) è terra di scorci incantevoli e punti di vista marini capaci d’incantare i turisti, ma anche gli stessi abitanti del luogo. Scopriamo cosa non perdersi nella città di Domenico Modugno.

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polignano a mare vista
Riconoscimento editoriale: GagliardiPhotography

Nel 2015 tutta l’Italia sogna d’innamorarsi a Polignano a Mare (Bari) grazie al film “Io che amo solo te” interpretato da Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti e diretto da Marco Ponti (remake dell’omonimo libro di Luca Bianchini). Tra scorazzate in motorino della coppia cinematografica lungo un lembo di terra a strapiombo sul mare e la cornice magica del borgo, saranno stati in molti a fare una capatina in questi anni nel paesino pugliese. Chissà, dovesse venirvi in mente un vezzo nuziale, pensateci per una proposta romantica!

Polignano a Mare padroneggia l’Adriatico che gli ha donato moltissime grotte naturali a causa dell’erosione dell’acqua. Il suo paesaggio rappresenta un unicum non solo per il mare, ma anche per il centro storico impregnato di rime e versi. Questa terrazza poetica merita una sosta almeno 1 volta nella vita, magari procedendo poi alla scoperta di altri borghi nei dintorni, ad esempio Alberobello e Conversano. Le sue origini sono velate dal mistero, si pensa che il nucleo abitativo sia sorto sui resti di una città greca. Dopo l’anno 1000 inizia ad assumere una valenza maggiore per via dei Normanni che la trasformano in contea e successivamente in marchesato. Si divide principalmente in 2 zone: da una parte l’area moderna risalente a circa il Settecento con case attuali; dall’altra l’agglomerato più vecchio con le sue dimore bianche affacciate a picco sul litorale. Il resto è tutto un intersecarsi di viuzze che riportano le poesie firmate da Guido il Flaneur: uno dedito al mare e alle parole.

Tracciamo ora un itinerario che si snodi tra monumenti e bellezze low-cost:

  1. Statua di Domenico Modugno: attorno a “Volare” del cantante pugliese sono tante le versioni raccontate sull’origine del testo. Qualcuno parla di una visione onirica, qualcun’ altro di frasi composte a seguito di una crisi amorosa di Modugno. Checché se ne dica, un po’ del blu della sua Polignano deve esserci stato nella composizione dei versi. E il paese gli ha reso onore materializzando il genius loci in una statua in bronzo alta circa 3 metri che impera a braccia aperte sul lungomare. Alle spalle del monumento c’è una scalinata la quale porta a un punto panoramico da cui è possibile godere di Cala Monachile e di tutto il centro storico.

    Statua di Domenico Modugno

    Riconoscimento editoriale: GagliardiPhotography

  2. Lama Monachile: è una spiaggia conosciuta pure come Cala Porto. E’ il posto più iconico di Polignano, identificato da 2 rocce massicce il cui centro regala l’insenatura che conosciamo un po’ tutti.
  3. Arco Marchesale: nel centro storico di Polignano si accede attraversando la porta dell’Arco Marchesale che divide la zona antica da quella recente. Nella fattispecie, parliamo di una cinta muraria del 1530. Arco Marchesal Polignano a Mare
  4. Grotta Palazzese: è la grotta più blasonata. Nell’Ottocento la famiglia Miani la trasforma in un lido festaiolo. Ora si è insediato un ristorante. La peculiarità è che questo antro non è visibile da nessun punto di Polignano a Mare. Ovviamente non si tratta dell’unica spelonca, ce ne sono più di 70 e per visitarle è necessario prenotare un tour in barca. Da non perdere sono: la grotta Chiangella, del Guardiano, Azzura, di San Lorenzo, delle Rondinelle.

    Ristorante Grotta Palazzese

    Riconoscimento editoriale: Facebook / @GrottaPalazzese

  5. Torre dell’Orologio: il c.d. Palazzo dell’Orologio è situato a Piazza Vittorio Emanuele II assieme alla cattedrale di Polignano a Mare. Questa torre era munita in passato di un orologio solare sostituito nel XIX secolo da un sistema a funi il quale è azionato, ancora oggi, dalla proprietaria del palazzo. Sopra l’orologio svetta una nicchia con la statua di San Vito, patrono della cittadina.

    torre dell orologio polignano a mare

    Riconoscimento editoriale: Zigres

  6. Ristorante “Da Tuccino”: a Polignano regna la cucina di pesce – ça va sans dire – e lo si deve alla materia prima eccellente proveniente dai 2 mari. C’è l’imbarazzo della scelta tra panini gourmet a base di pesce, tielle preparate con riso, patate e cozze e caffè speciali perché “corretti” con la scorza di limone, l’amaretto e la panna. Quando si tratta, però, di scegliere dove mangiare, c’è un’unica certezza ed è “Da Tuccino” che da più di 50 anni incanta i clienti con lo stesso menu. Il locale si è aggiudicato il primo posto nella classifica 50topItaly 2022 come miglior ristorante di pesce in Italia. La brigata è composta da Pasquale Tuccino Centrone, anima del posto e figlio del sig. Tuccino, Pina Centrone (figlia del sig. Tuccino), il marito Vito Martino Mancini e il nipote del memorabile proprietario, Marco Carone. In cucina lo chef Enzo Florio con il sous – chef Vito Aversa, mentre in sala, a domare le 47 pagine della carta dei vini c’è da quasi 15 anni Gianni Petrarolo, sommelier e restaurant manager. Umile e rigoroso nel suo mestiere, per lui lavorare Da Tuccino significa che <per essere grandi bisogna prima di tutto essere piccoli>.

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