Cosa Vedere a Acquaviva delle Fonti, Bari

Comune della città metropolitana di Bari, Acquaviva delle Fonti è una cittadina bellissima da visitare. Scopriamo le sue bellezze.

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Cosa vedere ad Acquaviva delle Fonti
Acquaviva delle Fonti. Riconoscimento editoriale: www.comune.acquaviva.ba.it

ACQUAVIVA DELLE FONTI – Famosa per la sua caratteristica cipolla rossa insignita del marchio DOP, Acquaviva delle fonti deve il suo nome ad una grande falda acquifera sotterranea. Le origini del comune risalgono al VII secolo a.C. e dell’epoca è testimonianza il sito archeologico di Salentino. Tra i monumenti da visitare troviamo la cattedrale, intitolata a Sant’Eustachio, protettore della città. La cattedrale è una delle quattro chiese palatine pugliesi è tra gli esempi più belli di architettura rinascimentale presenti in Puglia. Da visitare anche la Chiesa di Santa Maria Maggiore in stile barocco, risalente al XVI secolo e completata nel 1620.

Il palazzo De Mari-Doria a Acquaviva delle Fonti

Risalente al XII secolo e ripresa nel XVI secolo in forme rinascimentali, la cattedrale sorge in piazza Martini, in cui si trova anche l’attuale municipio, in passato palazzo del Principe. Si tratta di un edificio barocco costruito per volontà della famiglia De Mari nel XVII secolo su quello che in precedenza era un Castello normanno. Del suddetto castello ancora oggi si possono ammirare le due torri angolari collegate dalle mura di cinta, mentre il palazzo ha la planimetria a quadrilatero. La facciata principale ha un grande loggiato e al centro una triplice balconata balaustrata sul portale inferiore d’ingresso. Particolari sono le maschere apotropaiche che corrono lungo il cornicione conclusivo del nobile palazzo. All’interno suo è possibile visitare la mostra archeologica permanente in cui sono esposti i reperti provenienti dal sito di Salentino di Acquaviva delle Fonti.

Due presidi slow food a Acquaviva delle Fonti

A poca distanza dal centro abitato di Acquaviva delle Fonti sorge l’oasi WWF Gioacchino Carone, un’area boschiva di 2,5 ettari ricca di avifauna in cui predominate è la presenza del falco grillaio. Il territorio comprende anche due presidi slow food e oltre alla famosa cipolla è presente anche quello del “cece nero della murgia carsica”.