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Tetto della Puglia, il Monte Cornacchia è il punto più alto

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Puglia - Monte Cornacchia

Noto come il tetto della Puglia, il Monte Cornacchia è senza dubbio il punto più alto dal quale si può assistere alla meraviglia di un incantevole panorama che con un solo sguardo abbraccia il Tavoliere, il Gargano, l’Abruzzo e la Campania. Dai suoi 1151 metri, il monte permette di avvistare alcuni fra i borghi più belli del territorio foggiano, fra cui Celle San Vito, Faeto, Biccari, Castelluccio Valmaggiore e Roseto Valfortore. Oltre che essere il punto ideale per coloro che desiderano ammirare vedute pazzesche, molti lo apprezzano per svolgere attività di trekking e avventurarsi in percorsi naturalistici.

La magnifica area del Monte Cornacchia

Il Monte Cornacchia dal punto di vista politico rientra nel territorio di Biccari, in particolare fa parte dell’area naturalistica Lago Pescara – Monte Cornacchia – Bosco Cerasa. La location è caratterizzata da corsi d’acqua, stagni e invasi che rendono particolarmente affascinante il percorso, lungo il quale si alternano querce, roverelle e cerri. Questa magnifica area naturale vanta aree ristoro, parcheggi, zone pic nic, ed è quindi ben attrezzata per il turismo. Situata ad appena 8 chilometri da Biccari, include anche altre due cime molto elevate, il monte Sidone e il Toppo Pescara. In cima ad esse si trova il lago omonimo.

Lago Pescara e Bosco della Cerasa

Il Lago Pescara, meta preferita dagli appassionati di pesca, è circondato da una fitta vegetazione e si trova a 900 metri o poco più sul livello del mare. Accanto al lago si estende un’ampia pianura e nelle giornate tranquille si possono scorgere addirittura le isole Tremiti. Esteso oltre 40.000 metri quadri e profondo 6 metri, il lago è alimentato da ruscelli e sorgenti di acqua piovana. Il Bosco della Cerasa si trova sul lato nord del Toppo Pescara. Il bosco è ampio 94 ettari ed è caratterizzato da aceri, cerri, aceri, carpini e noccioli. Diversi anni fa è stato effettuato un rimboschimento di specie rare che lo hanno fatto diventare un’area di valore ecologico elevato.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Le origini di Oria, le leggende che ruotano intorno alla città pugliese

Ruotano tante leggende intorno alle origini di Oria, vediamone alcune

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veduta di Oria - Puglia

Bellissima cittadina arroccata su una collina, Oria è famosa per il suo Castello Svevo, dove si celebrarono le nozze per procura fra l’Imperatore Federico II con Isabella di Brienne. Le origini di Oria, le cui stradine rievocano scenari medievali suggestivi, sono assai remote, infatti pare che la città sia stata popolata in epoche molto antiche. I visitatori che giungono da fuori possono certamente notare in lontananza una sorta di nebbia che circonda la città. Proprio sulla foschia la leggenda narra che durante la costruzione della cinta muraria, questa cadesse ogni notte, rendendo vano il lavoro fatto dagli operai il giorno prima.

Le origini di Oria avvolte nella leggenda

Secondo i sacerdoti ed i maghi, la causa di quanto accadeva era dovuta alla presenza di uno spirito maligno che abitava sulla collina. Così, per placare la sua ira, fecero uccidere un bambino e lo seppellirono sotto le mura. Secondo la leggenda sulle origini di Oria, l’ira del demone si placò, infatti da quel giorno la cinta muraria non cadde più. Però, la madre della vittima per giorni interi si mise alla ricerca del suo piccolo,  e quando scoprì cosa era accaduto, maledì la città per sempre dicendo che come fumava il suo cuore, così doveva fumare in eterno Oria.

Vicenda analoga accaduta nel Galles

Una vicenda simile a quella narrata dalla leggenda per le origini di Oria è accaduta nel Galles in tempi più recenti, all’epoca in cui il Re Vortigern voleva costruire una nuova fortezza che, allo stesso modo, di notte crollava. I sacerdoti anche in quell’occasione dissero che bisognava mescolare il sangue di un bambino nato senza padre alla malta. Tuttavia, nel Galles il sacrificio non produsse l’effetto sperato, in quanto il bambino era il mitico mago Merlino. Costui, grazie ai suoi poteri, smascherò i sapientoni. Le due vicende sono dunque molto simili anche se sono accadute in periodi totalmente diversi.

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