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Bari, no a doppi turni scuola, 2mila studenti in piazza

Gli studenti baresi protestano e dicono no a doppi turni scuola

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Doppi turni scuola puglia

Una protesta organizzata a Bari a cui hanno presto parte circa duemila studenti ha avuto come slogan il no a doppi turni scuola. Da tutta la provincia di Bari sono venuti manifestanti per prendere parte alla protesta e dire non allo scaglionamento. Gli studenti si sono presentati in piazza con manifesti in cui hanno voluto dire la loro opinione su quanto è accaduto in questi ultimi due anni, per la precisione dopo che è scoppiata la pandemia. Negli slogan gli studenti hanno scritto di essere stufi di essere trattati come delle pedine e che dopo averli trascurati per tutto questo tempo adesso pretendono anche di far fare loro i doppi turni.

Forte e  chiaro il no a doppi turni scuola

I circa 2mila studenti delle scuole della provincia di Bari che sono scesi in piazza per manifestare e dire no a doppi turni scuola riguardano gli ingressi scaglionati che dovrebbero essere attivati nelle 67 scuole superiori dell’area metropolitana. A disporre i doppi turni è stata la prefettura di Bari con l’intento di evitare che si creassero assembramenti sui mezzi di trasporto che quotidianamente gli studenti prendono per recarsi negli istituti. Secondo quanto stabilito dal provvedimento, l’ingresso per il 75% degli studenti è alle 8, mentre entra alle 9,40 il restante 25%. Partito da piazza Umberto, il corteo si è diretto verso piazza Libertà e si è fermato dinanzi al palazzo della Prefettura.

Gli studenti hanno chiesto di essere ascoltati

A gran voce, e anche usando i megafoni, gli studenti hanno espresso le ragioni del loro no a doppi turni scuola. La loro proposta è quella di tornare al turno unico oppure di dare maggiore flessibilità alle scuole e permettere loro di organizzare gli orari a seconda delle esigenze dei pendolari che frequentano i vari istituti. Sei rappresentanti di istituto hanno avuto un incontro con un dirigente della Prefettura per esprimere i disagi portati dai doppi turni e fare le richieste per le quali è stata organizzata la manifestazione. Il dirigente ha risposto che la prossima settimana si terrà un incontro per migliorare la situazione.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Puglia, danni da amianto, dal 1993 migliaia casi di mesotelioma

La mortalità a causa dei danni di amianto in Puglia è del 93%

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Puglia senza amianto: 74 milioni di euro per bonifiche

L’indice di mortalità in Puglia a causa dei danni di amianto è del 93%, entro in cinque anni, di cui il 90% entro il primo anno dalla diagnosi. A dirlo è stato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona (Osservatorio nazionale amianto), durante una conferenza stampa a Taranto che si è tenuta sul «Danno da Amianto». Bonanni ha detto che rispetto alle rilevazioni del ReNaM (registro nazionale dei mesoteliomi), che nel periodo tra il 1993 e il 2015 riporta 1.191 casi, è possibile aggiornare il dato epidemiologico con le rilevazioni fino a tutto il 2021, per un totale di casi di mesoteliomi intorno a 1600.

Danni da amianto, approccio diverso dalle istituzioni

Bonanni ha sottolineato che in Puglia si sono registrati 3.200 casi di cancro del polmone. Almeno 2.800 decessi che rientrano in questa cifra, aggiunti a quelli dovuti alle altre patologie correlate fanno lievitare il numero di decessi a circa 6.000 registrati nella regione. Almeno 1.020, riguardanti il periodo dal 1993 al 2021, sono provenienti dai quartieri Tamburi, Paolo VI, Città Vecchia-Borgo di Taranto. Di essi il 68% si sono verificati in persone di sesso maschile e il 32% nelle donne. Bonanno ha anche detto che le istituzioni devono approcciarsi diversamente per risolvere questi problemi. Occorre mettere in pratica la prevenzione primaria, che include la bonifica, per ridare dignità ai territori in cui i danni da amianto hanno fatto tante vittime.

Il programma Report fa un servizio sull’ex Ilva

Nella giornata di lunedì 29 novembre il programma «Report» di Rai3, che va in onda alle 21.20, fa un servizio su quanto accade oggi all’ex Ilva, l’acciaieria più grande d’Europa. Lo scorso 31 maggio la Corte di Assise di Taranto si è pronunciata con una condanna in primo grado verso gli imputati del processo Ambiente Svenduto. Sono stati condannati 47 imputati per un totale di 300 anni di carcere. I magistrati hanno emanato una sentenza di disastro ambientale per quanto accaduto dal 1995 al 2012. Bisogna capire adesso che cosa è cambiato con la nuova proprietà e la partecipazione dello Stato rispetto a prima.

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