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Barletta, fratello e sorella ostetrici, lui la assiste nel parto e fa nascere Antonio

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Barletta fratello sorella ostetrici lui la assiste nel parto e fa nascere Antonio

Pamela e Gianfranco Sfregola sono fratello e sorella ostetrici che lavorano entrambi all’ospedale Dimiccoli di Barletta. La casualità ha voluto che fosse lo zio a far nascere il piccolo Antonio, un privilegio per il bambino che è stato preso in braccio proprio da un membro della famiglia. Lo zio di Antonio è infatti anche lui ostetrico come la madre e questa nascita ha segnato un legame speciale fra zio e nipote. Non tutti i giorni capita di nascere alla presenza di un membro della propria famiglia, e il fatto che sia avvenuto per caso, perché quel giorno Gianfranco era di turno, rende la cosa ancora più bella.

Fratello e sorella ostetrici lavorano nello stesso ospedale

Al Dimiccoli di Barletta ci lavorano fratello e sorella ostetrici, Pamela e Gianfranco. Il fratello l’ha assistita al parto ed è nato un bellissimo bimbo di 4090 g. La donna ha è stata coccolata dal fratello mentre dava alla luce il suo bambino, confortata anche dalla sua presenza. A rendere nota la notizia è stata la stessa Asl Bt, che ha specificato che mamma Pamela ha voluto partorire in piedi, mentre il fratello la sosteneva. Il parto è stato naturale e spontaneo e l’ostetrica lo ha vissuto a luci soffuse e con molta tranquillità.

Il bambino è stato preso in braccio dallo zio

Questo evento speciale ha legato in maniera indissolubile il piccolo nipote con lo zio Gianfranco. Anche  Pamela Sfregola è stata lieta di ritrovare il fratello durante un evento così particolare. I due lavorano all’ospedale Dimiccoli di Barletta da tempo e non pensavano assolutamente di poter essere insieme durante il parto. La venuta al mondo di questo bambino è stata dunque accolta con molta gioia e si può dire proprio che Antonio è nato in famiglia. In un momento così triste e difficile la nascita di un bambino è qualcosa di unico e poiché è avvenuta in circostanze speciale l’evento infonde una rinnovata speranza nel futuro.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Il batterio Xylella si diffonde nel Nord della Puglia

E’ arrivato nel nord della Puglia il batterio Xylella

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Xylella Puglia

Dal contatore del cruscotto del sito istituzionale Emergenza Xylella è emerso che ci sono altri 11 ulivi infetti, il che porta il totale stagionale a 135. Le tre piante infette che si aggiungono alle nove del focolaio sventato alcuni giorni fa tra Polignano e Conversano preoccupano. Una di queste segnala che il batterio Xylella è arrivato nel nord della Puglia, a poca distanza dal 41esimo parallelo. Il focolaio fasanese di Lamalunga è stato allargato da altri sette ulivi e uno, come detto da Infoxyella, ha superato il confine e si trova in una zona cuscinetto.

Conseguenze al nord del batterio Xylella

La notizia che il batterio Xylella ha raggiunto il nord della Puglia dà origine a delle conseguenze. Una di queste è il fatto che non sarà necessario abbattere solo le piante infette ma, come per esempio della pianta che ricade nell’agro di Monopoli, anche le piante delle specie sensibili presenti nel raggio di 50 metri dovranno essere abbattute. Inoltre, l’ultimo degli undici positivi è stato ritrovato nell’agro di Martina Franca, a circa due chilometri ad est del centro abitato di Alberobello. Come sottolineato da Coldiretti Puglia, gli interventi devono essere tempestivi per estinguere subito i focolai attivi.

Tentativi per debellare la Xylella

Numerosi sono stati i tentativi nel corso degli anni in Puglia per eliminare il batterio Xylella. In provincia di Lecce, nel 202, sono state raccolte le olive di un olio proveniente dalla varietà Fs-17 Favolosa, pianta in grado di resistere agli attacchi della Xylella. A Fasano, nel 2021, c’è stato l’intervento di cani “anti batterio” addestrati per individuare in modo precoce la Xylella tramite l’olfatto. Invece, nel 2022, una ulteriore iniziativa è stata quella della Zelus renardii, la cosiddetta “cimice assassina”, che secondo uno studio realizzato da Francesco Porcelli, potrebbe sconfiggere definitivamente la sputacchina, l’insetto vettore del batterio killer che ha danneggiato moltissimi ulivi in Puglia.

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