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Boom di presenze a Bari, per il ferragosto la gente vuole stare insieme

Per il ferragosto è boom di presenze a Bari, per questa festa la gente sceglie di stare in compagnia

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Teatri di Bari

E’ boom di presenze a Bari per il ferragosto, la gente ha deciso di staccare e di tornare a riunirsi, almeno per questa festa. Dopo tanto tempo di stare lontani, rispettare il distanziamento e osservare le regole anti contagio le persone adesso sono stanche e almeno per un giorno hanno preferito tornare a mangiare e fare grigliate insieme ai propri cari. Molti non sono andati al ristorante perché non hanno il green pass, però non hanno rinunciato a trascorrere la giornata all’aperto e sono andati nei lidi. Chi però ci ha pensato all’ultimo minuto ha dovuto cambiare prospettiva, perché lidi e ristoranti sono risultati esauriti.

Per il ferragosto è boom di presenze a Bari

Per esempio, Antonio ha voluto trascorrere la giornata di Ferragosto al mare insieme alla famiglia e se ritardava ancora qualche giorno non avrebbe trovato un posto libero. Anche con l’emergenza ancora in atto, non ha voluto stare a casa e ha preferito andare al mare per rilassarsi. Angelica, invece, ha dovuto andare fuori per una gita perché non ha trovato posto al lido. Anche i ristoranti erano pieni, e con le sue due bambine e una figlia di 16 anni è andata a visitare in sassi di Matera. Con loro hanno portato un pranzo a sacco e si sono divertite.

Molti baresi hanno preferito rimanere a casa

I gestori di lidi e ristoranti hanno confermato il boom di presenze a Bari e in molte zone della Puglia. Sono stati anche tanti i baresi che hanno preferito rimanere a casa, anche se alcuni avevano intenzione di recarsi nei centri commerciali. Hanno avuto però una delusione, perché la regione ha disposto la chiusura dei centri commerciali, per cui chi ha scelto di stare a casa ha dovuto rinunciare. Alcuni hanno preferito mangiare sul balcone, altri hanno scelto di fare una passeggiata in giro, ma chi soffre il caldo non ha rinunciato a stare sotto l’aria condizionata.

 

 

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Il batterio Xylella si diffonde nel Nord della Puglia

E’ arrivato nel nord della Puglia il batterio Xylella

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Xylella Puglia

Dal contatore del cruscotto del sito istituzionale Emergenza Xylella è emerso che ci sono altri 11 ulivi infetti, il che porta il totale stagionale a 135. Le tre piante infette che si aggiungono alle nove del focolaio sventato alcuni giorni fa tra Polignano e Conversano preoccupano. Una di queste segnala che il batterio Xylella è arrivato nel nord della Puglia, a poca distanza dal 41esimo parallelo. Il focolaio fasanese di Lamalunga è stato allargato da altri sette ulivi e uno, come detto da Infoxyella, ha superato il confine e si trova in una zona cuscinetto.

Conseguenze al nord del batterio Xylella

La notizia che il batterio Xylella ha raggiunto il nord della Puglia dà origine a delle conseguenze. Una di queste è il fatto che non sarà necessario abbattere solo le piante infette ma, come per esempio della pianta che ricade nell’agro di Monopoli, anche le piante delle specie sensibili presenti nel raggio di 50 metri dovranno essere abbattute. Inoltre, l’ultimo degli undici positivi è stato ritrovato nell’agro di Martina Franca, a circa due chilometri ad est del centro abitato di Alberobello. Come sottolineato da Coldiretti Puglia, gli interventi devono essere tempestivi per estinguere subito i focolai attivi.

Tentativi per debellare la Xylella

Numerosi sono stati i tentativi nel corso degli anni in Puglia per eliminare il batterio Xylella. In provincia di Lecce, nel 202, sono state raccolte le olive di un olio proveniente dalla varietà Fs-17 Favolosa, pianta in grado di resistere agli attacchi della Xylella. A Fasano, nel 2021, c’è stato l’intervento di cani “anti batterio” addestrati per individuare in modo precoce la Xylella tramite l’olfatto. Invece, nel 2022, una ulteriore iniziativa è stata quella della Zelus renardii, la cosiddetta “cimice assassina”, che secondo uno studio realizzato da Francesco Porcelli, potrebbe sconfiggere definitivamente la sputacchina, l’insetto vettore del batterio killer che ha danneggiato moltissimi ulivi in Puglia.

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