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Fra le città pugliesi dove si vive meglio c’è anche Santeramo

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Santeramo in Colle - Bari

Nella classifica stilata da amazingpuglia.com sulle città pugliesi dove si vive meglio c’è anche Santeramo (BA). La città è al 60esimo posto. La classifica intende fare da stimolo ai cittadini e ai sindaci per migliorarsi e conquistare posti più alti nella classifica. In cima alla classifica c’è Bari, poi c’è Monopoli, al terzo posto si trova Lecce, seguita da Trani e Brindisi. Gli indicatori che sono stati presi in considerazione nella valutazione per stabilire la classifica dei comuni sono diversi.

Tanti gli indicatori presi in considerazione per la valutazione

Fra gli indicatori che sono serviti per fare una classifica delle città pugliesi dove si vive meglio troviamo la stabilità amministrativa, la presenza di infrastrutture, la cultura e l’imprenditoria, le piste ciclabili, le aree verdi, la presenza di corsi universitari, la qualità̀ della pubblica istruzione, l’ordine pubblico e la sicurezza, i servizi ai turisti, l’attenzione verso i disabili, la qualità̀ dei trasporti pubblici e molto altro. Comunque sia, a prescindere dagli indicatori tenuti in considerazione, è comunque chiaro che Santeramo non è una città al passo con le altre.

Innovazione e promozione possono mettere in risalto le città pugliesi

Infatti, fra le città pugliesi Santeramo non è certamente quella più apprezzata dai turisti e ad ogni modo il paese non sfrutta al meglio le sue potenzialità. Una evoluzione di quella che è ad oggi la cittadina sarebbe indubbiamente necessaria e otterrebbe risultati in fatto di gradimento. Per avere più chance sia cittadini che amministrazione devono muoversi e devono cercare di concretizzare idee e progetti che possano cambiare la situazione e dare impulso alla città. Una migliore gestione del territorio, una promozione delle bellezze della città, una cittadinanza che spinge alla realizzazione di cose nuove di sicuro possono fare molto per il paese.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Il batterio Xylella si diffonde nel Nord della Puglia

E’ arrivato nel nord della Puglia il batterio Xylella

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Xylella Puglia

Dal contatore del cruscotto del sito istituzionale Emergenza Xylella è emerso che ci sono altri 11 ulivi infetti, il che porta il totale stagionale a 135. Le tre piante infette che si aggiungono alle nove del focolaio sventato alcuni giorni fa tra Polignano e Conversano preoccupano. Una di queste segnala che il batterio Xylella è arrivato nel nord della Puglia, a poca distanza dal 41esimo parallelo. Il focolaio fasanese di Lamalunga è stato allargato da altri sette ulivi e uno, come detto da Infoxyella, ha superato il confine e si trova in una zona cuscinetto.

Conseguenze al nord del batterio Xylella

La notizia che il batterio Xylella ha raggiunto il nord della Puglia dà origine a delle conseguenze. Una di queste è il fatto che non sarà necessario abbattere solo le piante infette ma, come per esempio della pianta che ricade nell’agro di Monopoli, anche le piante delle specie sensibili presenti nel raggio di 50 metri dovranno essere abbattute. Inoltre, l’ultimo degli undici positivi è stato ritrovato nell’agro di Martina Franca, a circa due chilometri ad est del centro abitato di Alberobello. Come sottolineato da Coldiretti Puglia, gli interventi devono essere tempestivi per estinguere subito i focolai attivi.

Tentativi per debellare la Xylella

Numerosi sono stati i tentativi nel corso degli anni in Puglia per eliminare il batterio Xylella. In provincia di Lecce, nel 202, sono state raccolte le olive di un olio proveniente dalla varietà Fs-17 Favolosa, pianta in grado di resistere agli attacchi della Xylella. A Fasano, nel 2021, c’è stato l’intervento di cani “anti batterio” addestrati per individuare in modo precoce la Xylella tramite l’olfatto. Invece, nel 2022, una ulteriore iniziativa è stata quella della Zelus renardii, la cosiddetta “cimice assassina”, che secondo uno studio realizzato da Francesco Porcelli, potrebbe sconfiggere definitivamente la sputacchina, l’insetto vettore del batterio killer che ha danneggiato moltissimi ulivi in Puglia.

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