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Dopo il lockdown Crociere Msc ripartono da Bari e Genova

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Un nuovo attracco di una crociera di lusso al Porto di Manfredonia

E’ arrivato l’annuncio, Crociere Msc ripartono da Bari e Genova dopo il lockdown che li ha costretti a rimanere fermi. Da Bari la partenza è prevista per il 29 agosto con Msc Magnifica. La splendida nave partirà con un itinerario nel Mediterraneo orientale della durata di 7 notti. Le fermate sono previste a Trieste, Corfù, Katakolon e Pireo. Invece, in partenza da Genova ci sarà la M5S Grandiosa che offrirà crociere in partenza dal capoluogo ligure il 16 agosto verso Civitavecchia, Napoli, Palermo e La Valletta.

Un protocollo ben preciso prevede misure anti-covid

Qualunque sia l’itinerario scelto si potrà iniziare la crociera e concluderla da qualsiasi porto fra i 6 italiani e optare per quello che è possibile raggiungere meglio. In una nota della compagnia di crociera si legge che entrambe le navi sono state attrezzate e preparate per assicurare ai viaggiatori una crociera fantastica e all’insegna della sicurezza. Crociere Msc ripartono con un protocollo ben preciso riguardante le misure previste per la sicurezza e per tutelare i passeggeri.

Crociere Msc ripartono in totale sicurezza

Grazie al sostegno di professionisti internazionali, il protocollo per la sicurezza è stato anche validato dal RINA che ha attestato la conformità alle indicazioni europee. Crociere Msc ripartono dunque con un protocollo che assicura come sono state adottate misure ancora più sicure rispetto alle direttive stabilite dal Comitato tecnico-scientifico. Fra questi rientrano il test universale Covid-19 per i viaggiatori e per l’equipaggio prima che la nave parta per la crociera. Le escursioni saranno organizzate solamente dalla Compagnia ed è prevista la polizza di assicurazione in caso di contagio prima, durante o dopo la crociera. Ci sarà a bordo anche il distanziamento poiché la capienza verrà ridotta e ai ristoranti sono stabiliti nuove modalità di accesso. Insomma, una crociera nella più assoluta sicurezza.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Poliziotti non vaccinati in Puglia, problemi per il Green Pass

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Poliziotti non vaccinati e senza Green Pass

Il 15 ottobre è entrato in vigore il Green Pass obbligatorio per entrare nei luoghi di lavoro. A causa di questo obbligo sono nati problemi anche fra le Forze di Polizia. Anche i poliziotti non vaccinati in Puglia sono ancora tanti, e Michele Caputo, segretario generale della Regione Puglia del sindacato di Polizia LeS (Libertà e Sicurezza), ha sottolineato la libertà di scelta che ciascuno dovrebbe avere in una democrazia. Chi non ha fatto il vaccino avrà avuto i suoi motivi, magari per patologie, oppure per ragioni mediche di altro tipo. E’ comunque un diritto non volersi vaccinare contro il covid-19 e un sindacato ha l’obbligo di tutelarlo.

I poliziotti non vaccinati in Puglia sono numerosi

Caputo ha sottolineato che non vaccinarsi è una libera scelta, ma è invece un obbligo fare il tampone ogni 48 ore per entrare nei luoghi di lavoro. Purtroppo, mentre il vaccino è gratuito, il tampone è a pagamento e il dipendente deve affrontare una spera esosa pari a circa 200 euro mensili. Sicuramente dovrà anche prendersi delle ferie per alternarli alle giornate di lavoro. L’organico è già carente in Puglia, e se si assentano più poliziotti insieme ci potrebbero essere conseguenze serie per la sicurezza del territorio. La proposta di Caputo avanzata per evitare problemi non è stata accettata.

Bisogna trovare una soluzione

Caputo aveva proposto di far fare i tamponi ai poliziotti non vaccinati in Puglia e nelle altre regioni presso le sale mediche delle sedi di polizia, a titolo gratuito oppure pagando solo le spese del materiale. La sua proposta non è stata accettata, ma invece sarebbe stata l’unica plausibile e facile anche da mettere in atto. Il sindacalista ha sottolineato che ha anche fatto chiesto in passato aiuto ad Emiliano, e che lo farà nuovamente per tentare di trovare una soluzione. Sarebbe proprio il caso di risolvere questa situazione prima che possa accadere l’irreparabile e che venga messa a rischio la sicurezza nazionale.

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