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Doppi turni scuola, 55 presidi chiedono una revisione alla prefetta di Bari

Ben 55 presidi hanno chiesto alla prefetta di Bari una revisione dei doppi turni scuola

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Doppi turni scuola puglia
Riconoscimento editoriale: MikeDotta / Shutterstock.com

Una richiesta fatta da 55 presidi è giunta con urgenza alla prefetta di Bari. La richiesta riguarda la revisione dei doppi turni scuola e quindi è stato chiesto un incontro urgente per avere un confronto e capire se vi sono probabilità per rendere gli obblighi previsti dal documento operativo più flessibili. I presisi hanno detto di voler capire se è possibile fare una revisione, tenendo conto della valutazione e del monitoraggio delle situazioni, o magari delle singole scuole e territori. I 55 dirigenti di licei, istituti tecnici e professionali dell’area metropolitana di Bari hanno dunque chiesto un confronto con la prefetta.

I doppi turni scuola sono da rivedere

I dirigenti hanno ribadito che è giusto dare diritto a presenza, ma bisogna anche diritto allo studio. Proprio per questo bisogna rivedere i doppi turni scuola, previsti dall’applicazione del piano operativo che la Prefettura ha varato nei giorni scorsi. I turni doppi di ingresso prevedono l’entrata del 75% degli studenti alle 8:00, il restante 25% alle 9.40 per rispettare il limite dell’80% di capienza a bordo sui mezzi pubblici. I presidi hanno messo in evidenza nella loro richiesta che vi sono scuole in cui l’uscita è prevista dopo 5 ore di lezione, altre dopo 6 e altre ancora dopo 7.

Bisogna garantire il diritto alla scuola

I dirigenti che hanno inviato alla prefetta di Bari la richiesta per un incontro urgente dove discutere dei doppi turni scuola hanno detto che scaglionando l’ingresso gli studenti dei licei escono oltre le 15, e a quelli degli istituti professionali oltre le 17. Il problema è anche per gli studenti pendolari, che rientrando a casa nel tardo pomeriggio non riescono a svolgere i compiti e studiare. Dunque, non bisogna garantire solo il diritto alla presenza a scuola, ma anche quello allo studio. I presidi hanno evidenziato nel documento che con i doppi turni è impossibile svolgere attività didattiche pomeridiane e bisogna accorciare le ore d’insegnamento e farle diventare di 50 o 55 minuti per ora.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Vaccino per 14enne fragile, il tribunale autorizza anche se il padre no vax nega il consenso

Il tribunale di Brindisi ha autorizzato il vaccino per 14enne fragile, la madre potrà procedere anche se il padre non vuole

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vaccino covid Puglia

La madre di un ragazzino affetto da svariate patologie potrà farlo vaccinare anche se il padre non vax ha negato il consenso. E’ quanto ha deciso il tribunale di Brindisi, che ha autorizzato la madre a far fare il vaccino per 14enne fragile, anche se il padre non vuole, come da pianificazione della campagna vaccinale. Il trattamento era stato consigliato dai medici della Asl, ma il padre del ragazzino si era opposto. Così la donna ha fatto ricorso al tribunale per capire se poteva fare il vaccino al figlio anche senza il consenso del padre. E così è stato, la donna ha vinto il ricorso e potrà fare vaccinare il figlio come le era stato consigliato dai medici.

Autorizzato il vaccino per 14enne fragile

I medici della Asl avevano detto infatti alla donna che non c’era alcun rischio per il figlio, sarebbe invece stato in grave pericolo se fosse stato contagiato. La decisione urgente chiesta al Tribunale riguardo il vaccino per 14enne fragile ha trovato la risposta tanto attesa grazie al presidente Alfonso Pappalardo. I genitori del ragazzino stanno per divorziare, e da qui la necessità di avere un parere urgente per la donna, visto che non poteva avere più dalla sua parte il marito, considerata la situazione. Nell’ordinanza c’è scritto che, nella vaccinazione, essendo impossibile cercare il rischio zero, va fatta una valutazione rischio -beneficio.

Per il 14enne il vaccino rappresenta un beneficio

I giudici ha detto, in base a questo caso specifico, e sulla base della consulenza, che la valutazione del rischio beneficio è favorevole al beneficio per i soggetti che sono ancora più piccoli di età del 14enne. A rafforzare la valutazione di carattere generale è il rischio di forme complicate e gravi di Covid 19, soprattutto nel caso di situazioni particolari di salute, come quella del ragazzino in questione. Il consulente ha asserito che se si dovesse attendere una valutazione anche sulla frequenza di eventi avversi a lungo termine prima dell’immissione di un qualsiasi farmaco in commercio, la scienza sarebbe stata paralizzata.

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