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Genitore ringrazia i medici di Bari per aver curato con umanità e competenza la figlia 16enne

Un genitore testimonia la bontà e la competenza dei i medici di Bari che hanno assistito la figlia dopo un brutto incidente

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medici di bari

In un mondo in cui i casi di malasanità sono diffusi arriva la testimonianza di un padre barese sulla bontà e sulla competenza dei Un genitore testimonia la bontà e la competenza dei medici di Bari che hanno assistito la figlia 16enne dopo il lockdown. I ringraziamenti del genitore sono stati rivolti al reparto Ortopedia del Di Venere, che si è occupato con amore della figlia dopo che è stata operata in seguito ad un incidente accaduto mentre si trovava in vacanza. I genitori della ragazza erano angosciati per la sua condizione e solo l’umanità e la professionalità dei medici ha alleviato il loro dolore.

I medici di Bari sono umani e competenti

Il genitore della 16enne ha affermato che i medici di Bari hanno assistito e curato la figlia con amore e impegno, e l’hanno anche aiutata a recuperare le sue energie. Il disagio dovuto al dolore e le incertezze scaturite dal lungo periodo di lockdown hanno fatto entrare in confusione la giovane che d’un tratto ha visto crollare i suoi sogni e le sue speranze. Il genitore ha rivelato di aver apprezzato molto il conforto ricevuto dai medici, e durante la degenza della figlia in ospedale non è venuto meno il lato umano del personale. Inoltre, da lodare è anche la competenza professionale sull’intervento della giovane, che è durato circa cinque ore e che altri medici hanno definito come eccellente.

Il settore della pubblica sanità barese funziona

Le parole del genitore della giovane mettono in evidenza come spesso si generalizzi sulle vicende che accadono in alcuni ospedali. La sua esperienza lo ha invece reso consapevole che a Bari il settore della sanità pubblica esiste e funziona alla grande. I pazienti vengono assistiti senza riserve, con grande umanità e pazienza. Il genitore ha anche sottolineato come il personale medico sanitario era premuroso sia nei suoi confronti che con tutti gli altri pazienti, in particolare con le persone anziane con gravi patologie.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Il batterio Xylella si diffonde nel Nord della Puglia

E’ arrivato nel nord della Puglia il batterio Xylella

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Xylella Puglia

Dal contatore del cruscotto del sito istituzionale Emergenza Xylella è emerso che ci sono altri 11 ulivi infetti, il che porta il totale stagionale a 135. Le tre piante infette che si aggiungono alle nove del focolaio sventato alcuni giorni fa tra Polignano e Conversano preoccupano. Una di queste segnala che il batterio Xylella è arrivato nel nord della Puglia, a poca distanza dal 41esimo parallelo. Il focolaio fasanese di Lamalunga è stato allargato da altri sette ulivi e uno, come detto da Infoxyella, ha superato il confine e si trova in una zona cuscinetto.

Conseguenze al nord del batterio Xylella

La notizia che il batterio Xylella ha raggiunto il nord della Puglia dà origine a delle conseguenze. Una di queste è il fatto che non sarà necessario abbattere solo le piante infette ma, come per esempio della pianta che ricade nell’agro di Monopoli, anche le piante delle specie sensibili presenti nel raggio di 50 metri dovranno essere abbattute. Inoltre, l’ultimo degli undici positivi è stato ritrovato nell’agro di Martina Franca, a circa due chilometri ad est del centro abitato di Alberobello. Come sottolineato da Coldiretti Puglia, gli interventi devono essere tempestivi per estinguere subito i focolai attivi.

Tentativi per debellare la Xylella

Numerosi sono stati i tentativi nel corso degli anni in Puglia per eliminare il batterio Xylella. In provincia di Lecce, nel 202, sono state raccolte le olive di un olio proveniente dalla varietà Fs-17 Favolosa, pianta in grado di resistere agli attacchi della Xylella. A Fasano, nel 2021, c’è stato l’intervento di cani “anti batterio” addestrati per individuare in modo precoce la Xylella tramite l’olfatto. Invece, nel 2022, una ulteriore iniziativa è stata quella della Zelus renardii, la cosiddetta “cimice assassina”, che secondo uno studio realizzato da Francesco Porcelli, potrebbe sconfiggere definitivamente la sputacchina, l’insetto vettore del batterio killer che ha danneggiato moltissimi ulivi in Puglia.

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