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Fra le 80 imprese più virtuose della Puglia ci sono tre imprese di Manduria

Tre imprese manduriane sono state inserite fra le 80 imprese più virtuose della Puglia

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imprese manduria

Il supplemento de Il Sole 24 Ore ha selezionato le migliori aziende della Puglia più virtuose. Il risultato è stato fornito da un algoritmo di competitività rispetto ai bilanci pre-Covid e ha mostrato che fra le 80 imprese più virtuose della Puglia  ci sono anche tre imprese manduriane. Nonostante la pandemia e il periodo difficile che tutti in generale hanno attraversato, le tre imprese manduriane sono risultate nella classifica delle 80 aziende pugliesi che hanno ottenuto un buon livello di solvibilità o sicurezza finanziaria. Le tre imprese di Manduria operano tutte nel settore vino. Nello specifico, di tratta di Cantolio, Agricola Pliniana e Produttori vini.

Fra le imprese più virtuose della Puglia tre sono di Manduria

A dare questa importante attribuzione è stata “Industria Felix Magazine”, una rivista trimestrale in supplemento con Il Sole 24 Ore il cui direttore è Michele Montemurro. L’indagine è stata condotta su circa 5.800 società di capitali che hanno la loro sede legale in Puglia ed è stata svolta nei settori che sono un volano per il turismo. Si tratta della comunicazione, dell’agroalimentare, nel settore dell’informazione, della cultura, della moda, dell’intrattenimento, della vitivinicoltura, del turismo e della ristorazione. Le imprese più virtuose della Puglia  selezionate da supplemento de Il Sole 24 Ore sono frutto di un algoritmo di competitività rispetto ai bilanci pre-Covid.

Algoritmo ha selezionato le aziende

L’algoritmo è stato lo strumento che ha selezione le imprese più virtuose della Puglia  e ha premiato le aziende considerate solvibili o sicure rispetto al Cerved Group Score Impact, un rilevatore di affidabilità finanziario che ha considerato gli effetti che ha avuto la pandemia in moltissimi settori. Le tre imprese di Manduria sono risultate fra quelle che hanno retto alla crisi scatenata dalla pandemia e che l’algoritmo ha riconosciuto come solide e con bilanci positivi. Il fatto che operano tutte e tre nel settore del vino dimostra come questo sia da sempre uno dei prodotti del territorio che non devono essere mai trascurati.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Poliziotti non vaccinati in Puglia, problemi per il Green Pass

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Poliziotti non vaccinati e senza Green Pass

Il 15 ottobre è entrato in vigore il Green Pass obbligatorio per entrare nei luoghi di lavoro. A causa di questo obbligo sono nati problemi anche fra le Forze di Polizia. Anche i poliziotti non vaccinati in Puglia sono ancora tanti, e Michele Caputo, segretario generale della Regione Puglia del sindacato di Polizia LeS (Libertà e Sicurezza), ha sottolineato la libertà di scelta che ciascuno dovrebbe avere in una democrazia. Chi non ha fatto il vaccino avrà avuto i suoi motivi, magari per patologie, oppure per ragioni mediche di altro tipo. E’ comunque un diritto non volersi vaccinare contro il covid-19 e un sindacato ha l’obbligo di tutelarlo.

I poliziotti non vaccinati in Puglia sono numerosi

Caputo ha sottolineato che non vaccinarsi è una libera scelta, ma è invece un obbligo fare il tampone ogni 48 ore per entrare nei luoghi di lavoro. Purtroppo, mentre il vaccino è gratuito, il tampone è a pagamento e il dipendente deve affrontare una spera esosa pari a circa 200 euro mensili. Sicuramente dovrà anche prendersi delle ferie per alternarli alle giornate di lavoro. L’organico è già carente in Puglia, e se si assentano più poliziotti insieme ci potrebbero essere conseguenze serie per la sicurezza del territorio. La proposta di Caputo avanzata per evitare problemi non è stata accettata.

Bisogna trovare una soluzione

Caputo aveva proposto di far fare i tamponi ai poliziotti non vaccinati in Puglia e nelle altre regioni presso le sale mediche delle sedi di polizia, a titolo gratuito oppure pagando solo le spese del materiale. La sua proposta non è stata accettata, ma invece sarebbe stata l’unica plausibile e facile anche da mettere in atto. Il sindacalista ha sottolineato che ha anche fatto chiesto in passato aiuto ad Emiliano, e che lo farà nuovamente per tentare di trovare una soluzione. Sarebbe proprio il caso di risolvere questa situazione prima che possa accadere l’irreparabile e che venga messa a rischio la sicurezza nazionale.

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