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Nuovi collegamenti Itabus Taranto Roma

Sono stati annunciati nuovi collegamenti Itabus Taranto Roma, 6 le corse quotidiane previste

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Itabus Taranto Roma

Un passo avanti è stato fatto nella mobilità pugliese, in particolare in quella dell’area jonica. Sono stati infatti annunciati nuovi collegamenti Itabus Taranto Roma, che prevedono quindi un potenziamento dei trasporti, apportando enormi vantaggi allo sviluppo della mobilità. Grande soddisfazione ha espresso il consigliere regionale del Pd Vincenzo Di Gregorio, che ha ringraziato Franco Fiore, amministratore delegato di Itabus, per aver concretizzato le sue richieste. Il consigliere aveva sollecitato più volte l’azienda ad attivare nuovi collegamenti a Taranto e finalmente la richiesta è stata esaudita. I pullman di Italbus dal prossimo 2 dicembre giungeranno anche a Taranto e Massafra.

6 i collegamenti Itabus Taranto Roma

I collegamenti Itabus Taranto Roma attivati dall’azienda consistono in 6 collegamenti che ogni giorno permetteranno di connettere Taranto e Massafra con Matera, Salerno, Potenza, Napoli, Caserta e Roma. Di Gregorio ha sottolineato che l’attivazione di questi collegamenti di pullman rappresentano solo una minima parte di quello che sarà il potenziamento infrastrutturale necessario e che da tempo è stato richiesto. Infatti, la città di Taranto rimane anche ora al di fuori della dorsale Tirrenica e di quella Adriatica, le due principali nazionali. Invece, piuttosto che continuare ad essere un impedimento come è stato finora, la sua posizione geografica potrebbe trasformarsi in un valore aggiunto.

Taranto continua a sperare in una migliore mobilità

Infatti, vista la posizione baricentrica di Taranto rispetto alle due dorsali nazionali, se venissero realizzate delle diagonali che mettessero il collegamento verso l’Adriatico e il Tirreno, proprio la posizione potrebbe essere un vantaggio per la città. De Gregorio ha comunque detto che la battaglia per dotare l’area ionica di treni e linee ad alta velocità non si ferma, e neanche quella per riaprire lo scalo di Grottaglie ai voli passeggeri e merci. Oggi è più che mai importante poter contare su un sistema di trasporti efficiente e capillare, e per una città come Taranto è indispensabile.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Il batterio Xylella si diffonde nel Nord della Puglia

E’ arrivato nel nord della Puglia il batterio Xylella

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Xylella Puglia

Dal contatore del cruscotto del sito istituzionale Emergenza Xylella è emerso che ci sono altri 11 ulivi infetti, il che porta il totale stagionale a 135. Le tre piante infette che si aggiungono alle nove del focolaio sventato alcuni giorni fa tra Polignano e Conversano preoccupano. Una di queste segnala che il batterio Xylella è arrivato nel nord della Puglia, a poca distanza dal 41esimo parallelo. Il focolaio fasanese di Lamalunga è stato allargato da altri sette ulivi e uno, come detto da Infoxyella, ha superato il confine e si trova in una zona cuscinetto.

Conseguenze al nord del batterio Xylella

La notizia che il batterio Xylella ha raggiunto il nord della Puglia dà origine a delle conseguenze. Una di queste è il fatto che non sarà necessario abbattere solo le piante infette ma, come per esempio della pianta che ricade nell’agro di Monopoli, anche le piante delle specie sensibili presenti nel raggio di 50 metri dovranno essere abbattute. Inoltre, l’ultimo degli undici positivi è stato ritrovato nell’agro di Martina Franca, a circa due chilometri ad est del centro abitato di Alberobello. Come sottolineato da Coldiretti Puglia, gli interventi devono essere tempestivi per estinguere subito i focolai attivi.

Tentativi per debellare la Xylella

Numerosi sono stati i tentativi nel corso degli anni in Puglia per eliminare il batterio Xylella. In provincia di Lecce, nel 202, sono state raccolte le olive di un olio proveniente dalla varietà Fs-17 Favolosa, pianta in grado di resistere agli attacchi della Xylella. A Fasano, nel 2021, c’è stato l’intervento di cani “anti batterio” addestrati per individuare in modo precoce la Xylella tramite l’olfatto. Invece, nel 2022, una ulteriore iniziativa è stata quella della Zelus renardii, la cosiddetta “cimice assassina”, che secondo uno studio realizzato da Francesco Porcelli, potrebbe sconfiggere definitivamente la sputacchina, l’insetto vettore del batterio killer che ha danneggiato moltissimi ulivi in Puglia.

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