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Mest lancia l’iniziativa del portierato di quartiere a Madonnella

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Portierato di quartiere

La cooperativa Mest ha lanciato una raccolta fondi per realizzare il portierato di quartiere a Madonnella, uno spazio aperto fruibile da tutti i cittadini. Lo spazio dovrà ospitare la cooperativa di comunità per valorizzare arti e mestieri e una banca del tempo. Nata nel 2017, Mest è una cooperativa barese che ha avuto l’idea di chiedere ai cittadini durante una manifestazione che cosa avrebbero voluto vedere sorgere nel quartiere Madonnella. Dalle richieste dei cittadini è emersa la voglia di avere un aiuto reciproco e un contatto umano. E da qui è nata l’idea di creare un portierato, un luogo d’incontro e di sostegno, dove scambiare informazioni e competenze.

Una raccolta fondi per il portierato di quartiere

Mest ha lanciato una raccolta fondi per affrontare le spese di ristrutturazione del locale dove sorgerà il portierato di quartiere. L’obiettivo da raggiungere con la campagna di crowdfunding è quello di raccogliere 15 mila euro in circa tre mesi. La sede di Mest e del portierato è un’ex cornetteria che si trova al civico 6 di via Signorile. Il locale attualmente è vuoto e anche poco ospitale, ma non appena verrà arredato e sistemato diventerà una sede bellissima. Il progetto è molto chiaro e riprende i tradizionali servizi di portierato, come la spesa a domicilio, la ricezione di pacchi postali, stampa di documenti, consegna di medicinali, pagamento di bollette.

Anche la banca del tempo nella sede

Mest pensa di creare nella sede del portierato di quartiere anche la banca del tempo. Le persone potranno scambiarsi gli aiuti su vari interventi che si possono fare in casa e verranno fornite informazioni sui professionisti del quartiere. Anche i nonni saranno valorizzati e potranno dedicare del tempo a chi ne ha bisogno. Il progetto MadonnelLab è molto ampio e variegato e trasformerà il quartiere in un laboratorio per creare e dare vita a processi creativi e innovativi con l’intervento dei cittadini.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Anche la Puglia al Torino Film Festival

Torino Film Festival, sono due le pellicole pugliesi presentate

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Torino Film Festival

Alla 39^ edizione del Torino Film Festival hanno partecipato due pellicole realizzate con il contributo di Apulia Film Commission e Regione Puglia. Si tratta di “L’uomo dal fiore in bocca” di Gabriele Lavia, film fuori concorso nella sezione “Tracce di Teatro”, e del documentario “La Restanza” di Alessandra Coppola, che rientra nella sezione “Italiana. Doc”. Tutte e due le proiezioni si terranno mercoledì 1 dicembre la Cinema Massimo di Torino, in anteprima. “L’uomo dal fiore in bocca”, tratto dall’omonima opera letteraria di Luigi Pirandello, si svolge nel corso di una serata piovosa d’estate, nella sala d’aspetto di una stazione ferroviaria in Sicilia. Le due persone presenti sono “l’uomo dal fiore in bocca” e l’altro è “il pacifico avventore’’.

Torino Film Festival, due le pellicole pugliesi in concorso

Gli interpreti nell’opera L’uomo dal fiore in bocca sono Gabriele Lavia e da Michele Demaria e Rosa Palasciano. La fotografia è di Tommaso Lusena De Sarmiento, la scenografia di Dario Curatolo e i costumi sono di Angela Tommasicchio. Il film è stato girato tra agosto e settembre 2020 nella città di Modugno, in provincia di Bari, e la sala d’attesa di una stazione Anni ’30 è stata ricostruita in un capannone nella zona industriale della cittadina del barese, oltre che una sezione della parte esterna con banchina e binario. Il film è stato prodotto da Manuela Cacciamani con Rai Cinema e realizzato con il contributo di Apulia Film Fund di Apulia Film Commission e Regione Puglia.

Opere pugliesi realizzati con il contributo di Apulia Film Fund

Per la realizzazione del film la troupe era composta all’80% da personale pugliese. Infine, la production service è di Dinamo Film, società pugliese. Per quanto riguarda “La Restanza” di Alessandra Coppola, è stato girato tra Andrano a Castiglione d’Otranto, in provincia di Lecce. Il documentario parla di un gruppo di trentenni che, invece di fuggire dai problemi, scelgono di restare e di dedicarsi al lavoro agricolo, ma condiviso. Il documentario è stato realizzato con il contributo di Apulia Film Fund di Apulia Film Commission e Regione Puglia, a valere su risorse del POR Puglia FESR-FSE 2014/2020.

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