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Murales San Paolo: primo museo condominiale a Bari

Sorgeranno dieci murales San Paolo a Bari per un “museo condominiale”.

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murales san paolo

Sono i dieci i murales San Paolo che prenderanno vita nell’omonimo quartiere di Bari. Si tratta di un progetto curato da Ledo Prato, segretario generale della fondazione ‘Mecenate 90’, che è stato ribattezzato “museo condominiale”. Quest’idea trae ispirazione dal museo condominiale di Tor Marancia a Roma: questo progetto è stato ideato da Stefano Antonelli, che successivamente è stato nominato curatore artistico anche del progetto che si svolgerà a Bari.

Murales San Paolo: arte e bellezza a Bari

Antonio Decaro ha definito così definito questo progetto dei Murales San Paolo “Si tratta di un intervento con cui  vogliamo accendere un faro di bellezza e di arte su un quartiere della città da sempre considerato periferia” un modo per riportare l’arte in città e per abbellire la periferia, potremmo definirlo. Decaro continua: “Oggi l’arte urbana è a tutti gli effetti uno strumento di rigenerazione urbana, dipingere un murales sulla facciata di un palazzo come su una tela bianca”.

Ad essere raffigurate saranno “le storie del quartiere San Paolo, la vita delle persone che lo abitano, i loro sogni e le loro paure”. Fra le prime firme degli artisti troviamo David Diavù Vecchiato e David Pompili, i primi due di  dieci artisti, cinque internazionali e nazionale e cinque locali.

Il progetto si svilupperà in tre fasi:

  • indagine quantitativa e qualitativa sul quartiere
  • laboratori all’interno di una scuola per coinvolgere i bambini
  • coinvolgimento dei cittadini per vivere l’arte direttamente

 

La Regione Puglia approva il progetto dei murales San Paolo

L’assessore regionale alla Cultura Massimo Bray ha così commentato il progetto murales San Paolo:

“Sono convinto che con il programma ‘Street Art’ la Regione Puglia possa vantare uno dei più incisivi interventi di riqualificazione urbana sul panorama nazionale”. E’ un progetto artistico che piace molto, che ha una visione di ampio respiro dell’arte, troppo spesso infatti è vissuta passivamente mentre qui abbiamo un coinvolgimento totale dei partecipanti. L’intento del progetto è da prendere ad esempio: non solo si migliora il contesto urbano ma si stimola anche la comunità che verrà coinvolta.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Il batterio Xylella si diffonde nel Nord della Puglia

E’ arrivato nel nord della Puglia il batterio Xylella

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Xylella Puglia

Dal contatore del cruscotto del sito istituzionale Emergenza Xylella è emerso che ci sono altri 11 ulivi infetti, il che porta il totale stagionale a 135. Le tre piante infette che si aggiungono alle nove del focolaio sventato alcuni giorni fa tra Polignano e Conversano preoccupano. Una di queste segnala che il batterio Xylella è arrivato nel nord della Puglia, a poca distanza dal 41esimo parallelo. Il focolaio fasanese di Lamalunga è stato allargato da altri sette ulivi e uno, come detto da Infoxyella, ha superato il confine e si trova in una zona cuscinetto.

Conseguenze al nord del batterio Xylella

La notizia che il batterio Xylella ha raggiunto il nord della Puglia dà origine a delle conseguenze. Una di queste è il fatto che non sarà necessario abbattere solo le piante infette ma, come per esempio della pianta che ricade nell’agro di Monopoli, anche le piante delle specie sensibili presenti nel raggio di 50 metri dovranno essere abbattute. Inoltre, l’ultimo degli undici positivi è stato ritrovato nell’agro di Martina Franca, a circa due chilometri ad est del centro abitato di Alberobello. Come sottolineato da Coldiretti Puglia, gli interventi devono essere tempestivi per estinguere subito i focolai attivi.

Tentativi per debellare la Xylella

Numerosi sono stati i tentativi nel corso degli anni in Puglia per eliminare il batterio Xylella. In provincia di Lecce, nel 202, sono state raccolte le olive di un olio proveniente dalla varietà Fs-17 Favolosa, pianta in grado di resistere agli attacchi della Xylella. A Fasano, nel 2021, c’è stato l’intervento di cani “anti batterio” addestrati per individuare in modo precoce la Xylella tramite l’olfatto. Invece, nel 2022, una ulteriore iniziativa è stata quella della Zelus renardii, la cosiddetta “cimice assassina”, che secondo uno studio realizzato da Francesco Porcelli, potrebbe sconfiggere definitivamente la sputacchina, l’insetto vettore del batterio killer che ha danneggiato moltissimi ulivi in Puglia.

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