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Nuovi sapori di Puglia, la cucina da Conversano a Ugento

Da Conversano a Ugento un viaggio attraverso i nuovi sapori di Puglia

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La Puglia merita tutta di essere visitata e quando si parla di cucina da un punto all’altro si possono vivere esperienze uniche. Da Conversano a Ugento i nuovi sapori di Puglia conquistano per il gusto e la bontà che conservano intatti, e ne è un esempio il Pashà gestito a Conversano da Antonello Magistà, il patron noto per la sua eleganza formale e intellettuale.  Antonello è stato salvato e avviato al successo grazie alla forza della famiglia, perché quando era quasi al verde la madre ha inventato il piatto che sarebbe diventato il plus ultra della trattoria: un piatto di orecchiette spesse e callose che hanno letteralmente conquistato tutti.

I nuovi sapori di Puglia da non perdere

A Lecce, nel cuore della capitale del Barocco salentino, il ristorante da Alex è il posto giusto per gustare ottimi piatti a base di pesce, ma per gustare spaghetto a vongole e fritto misto di gamberi e calamari squisiti bisogna fare tappa al Fish Bar. A distanza di cento metri si trova Bros, il ristorante il cui patron è lo chef Floriano Pellegrino. Floriano e la sua brillante compagna Isabella Potì hanno aperto a 35 chilometri una trattoria nella campagna di Scorrano, dove lavorano con una vera cucina agricola. Nel menu sono compresi dieci antipasti, due paste e un dolce, ma per gustare i nuovi sapori di Puglia bisogna assaporare il tiratissimo spaghetto contadino, preparato con pan grattato, colatura di alici, crema di pomodori secchi e capperi.

Piatti squisiti unici e inediti

E come perdere fra i nuovi sapori di Puglia un tappa al Castello di Ugento? Di proprietà della casata dei Marchesi D’Amore dal 1643, la struttura è gestita da Massimo D’Amore, che ha realizzato un capolavoro restaurando la proprietà. La cucina fantastica è destinata a servire il ristorante e ospita anche una scuola frequentata in modo particolare da appassionati americani. Fra i piatti dello chef Tommaso Sanguedolce spiccano la Merenda del Pastore, con un pezzetto di formaggio e miele avvolto in una foglia di lattuga, e arricchita dal gelato di pecorino e lattuga ghiacciata. Squisito è il risotto alle municeddhe, cioè le lumache di terra salentine, con cipolla, ristretto di patate e un tocco di mirto.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Viaggiare con l’elettrico al Sud è un’odissea

Dal racconto di un lettore emerge che nel sud viaggiare con l’elettrico è una fatica

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Acquistare una vettura elettrica è il sogno di molti e pensare di poter viaggiare senza bisogno di mettere carburante ma semplicemente facendo la ricarica è davvero allettante. Eppure, dal Sud non arrivano belle notizie per viaggiare con l’elettrico, ed è quanto emerge dal racconto di Luca, un giovane siciliano che, dopo aver acquistato una splendida Audi Q4 e-tron ha pensato di fare un viaggio in Puglia insieme alla moglie. Non avrebbe mai pensato che avrebbe avuto dei momenti di tensione per il semplice fatto di non poter ricaricare le batterie, ma vediamo cosa è successo. Dopo aver provato per qualche settimana la sua nuova auto in città, Luca ha intrapreso un viaggio verso la Puglia, prevedendo già a priori due tappe.

Viaggiare con l’elettrico al Sud Italia un’odissea

Le due tappe che aveva previsto Luca per la ricarica della batteria della vettura erano Messina e Cosenza, in un’area di servizio lungo la A2. Dalla app aveva preso le info e tutto era andato per il meglio. L’app ha indovinato la percentuale di carica restante all’arrivo nella prima colonnina, quella nella sosta a Messina. Fatto l’imbarco sul traghetto e sceso a Villa San Giovanni, per precauzione Luca ha deciso di ricaricare nuovamente le batterie, così poi lui e la sua famiglia sono andati un po’ in giro. Hanno visitato Castellaneta, Alberobello e Fasano, poi hanno deciso di tornare in Sicilia. Così Luca ha raggiunto una colonnina di ricarica nel centro abitato di Cosenza, come gli aveva indicato l’app, ma era fuori uso.

Strazio al ritorno in Sicilia

Luca era terrorizzato perché quella colonnina a Cosenza era l’unica ricarica DC fino a quando non raggiungeva Villa San Giovanni. Così, stufo di seguire l’app, è andato in direzione sud e alla prima uscita ha fatto inversione. Per ricaricare ha dovuto raggiungere la colonnina nell’area di servizio Cosenza Nord,ma con suo stupore ha scoperto che nell’area di servizio dell’altra carreggiata era presente un’altra colonnina DC funzionante. L’app però non riportava quella colonnina, e lui ha dovuto fare un giro enorme per ricaricare. Per fortuna, anche se con molto ritardo, è arrivato a Siracusa, spaventato perché aveva solo l’11% di ricarica. Per Luca viaggiare con l’elettrico al sud non è stato certo piacevole, e ha detto che dovrebbero esserci molte più colonnine nelle autostrade.

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