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Progetto ideato da Niuma srl finanziato con 1,5 mln euro

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e-procurement

E’ stato finanziato con 1,5 mln euro dalla regione Puglia il progetto ideato da Niuma srl. In tutto l’investimento è di 2.818.760,83 euro. La proposta industriale è stata approvata dal Presidente della Giunta e dagli assessori. Altre sette nuove unità lavorative sono state generate in questo progetto che verrà realizzato a Bari e consiste nella ricerca e nello sviluppo di un prodotto nuovo “per l’e-procurement denominato Epics”. Il progetto sarà incentrato su prodotti come realizzazione della piattaforma informatica in cloud, incremento e acquisizione di nuove competenze nel settore dell’intelligenza artificiale.

Progetto ideato da Niuma srl giudicato solido e interessante

Il giudizio espresso da Puglia Sviluppo spa sul progetto ideato da Niuma srl è positivo e lo ha infatti giudicato interessante e solido. Il livello di innovazione è buono e nel progetto è prevista l’interazione di varie soluzioni di nuova generazione di natura industriale. Le azioni pianificate per raggiungere gli obiettivi sono organizzate molto bene ed è buona la diffusione dei risultati anche se non eccellente. Il progetto infatti non riguarda la creazione di software open source o quella di rilasciare informazioni nella funzione open.

Niuma ha sede legale a Roma

Il progetto ideato da Niuma srl ha messo in atto per coloro che vi lavorano un programma professionale  specifico. Il progetto sperimenta prototipi tecnologici di nuova generazione e collabora con il Politecnico di Milano, Supply Management, Gartner e l’Associazione italiana acquisti. Nell’anno 2019 il fatturato è stato di euro 6.386.124,00 e sono 117 le risorse professionali. La sede legale di Niuma srl è nella città di Roma, mentre a Milano si trova quella operativa. Ilaria Ruffini ne è il rappresentante legale, mentre gli amministratori delegati sono Giovanni Baruffini, Elisa Baruffini e Pietro Carra.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Puglia, danni da amianto, dal 1993 migliaia casi di mesotelioma

La mortalità a causa dei danni di amianto in Puglia è del 93%

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Puglia senza amianto: 74 milioni di euro per bonifiche

L’indice di mortalità in Puglia a causa dei danni di amianto è del 93%, entro in cinque anni, di cui il 90% entro il primo anno dalla diagnosi. A dirlo è stato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona (Osservatorio nazionale amianto), durante una conferenza stampa a Taranto che si è tenuta sul «Danno da Amianto». Bonanni ha detto che rispetto alle rilevazioni del ReNaM (registro nazionale dei mesoteliomi), che nel periodo tra il 1993 e il 2015 riporta 1.191 casi, è possibile aggiornare il dato epidemiologico con le rilevazioni fino a tutto il 2021, per un totale di casi di mesoteliomi intorno a 1600.

Danni da amianto, approccio diverso dalle istituzioni

Bonanni ha sottolineato che in Puglia si sono registrati 3.200 casi di cancro del polmone. Almeno 2.800 decessi che rientrano in questa cifra, aggiunti a quelli dovuti alle altre patologie correlate fanno lievitare il numero di decessi a circa 6.000 registrati nella regione. Almeno 1.020, riguardanti il periodo dal 1993 al 2021, sono provenienti dai quartieri Tamburi, Paolo VI, Città Vecchia-Borgo di Taranto. Di essi il 68% si sono verificati in persone di sesso maschile e il 32% nelle donne. Bonanno ha anche detto che le istituzioni devono approcciarsi diversamente per risolvere questi problemi. Occorre mettere in pratica la prevenzione primaria, che include la bonifica, per ridare dignità ai territori in cui i danni da amianto hanno fatto tante vittime.

Il programma Report fa un servizio sull’ex Ilva

Nella giornata di lunedì 29 novembre il programma «Report» di Rai3, che va in onda alle 21.20, fa un servizio su quanto accade oggi all’ex Ilva, l’acciaieria più grande d’Europa. Lo scorso 31 maggio la Corte di Assise di Taranto si è pronunciata con una condanna in primo grado verso gli imputati del processo Ambiente Svenduto. Sono stati condannati 47 imputati per un totale di 300 anni di carcere. I magistrati hanno emanato una sentenza di disastro ambientale per quanto accaduto dal 1995 al 2012. Bisogna capire adesso che cosa è cambiato con la nuova proprietà e la partecipazione dello Stato rispetto a prima.

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