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In Puglia nel 2020 in aumento i casi di violenza donne

I casi di violenza donne in Puglia sono in crescita, nel 2020 sono aumentati del 14%

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Nel 2020 i nuovi accessi per violenza donne ai Centri antiviolenza pugliesi sono stati 2.349. L’aumento è stato di 290 casi rispetto al 2019, per una percentuale del +14%. I dati sono stati esposti durante una conferenza stampa che si è tenuta a Bari il 24 novembre. Dai dati è emerso che nel 90% dei casi le donne vittime di violenza sono di nazionalità italiana. Inoltre, è stato possibile accertare dai dati che in prevalenza fra gli autori delle violenze figurano il partner e l’ex partner, due tipi di autori che costituiscono l’81% dei casi.

Casi di violenza donne in Puglia in crescita

Nel 12% dei casi gli autori di violenze fanno parte della fascia dei parenti. Nel 53,3% il partner è l’autore dei casi di violenza donne. Anche gli “ex” partner agiscono con violenza nel 27,5 % dei casi, anche se il rapporto è finito. Ad essere più esposte alla violenza sono le donne coniugate e conviventi, a seguire vi sono le donne nubili e le donne separate o divorziate. La fascia di donne più colpite è quella appartenente all’età compresa tra i 30 e i 49 anni, che costituisce il 58%, ma anche le donne di età compresa tra i 18-29 anni sono ampiamente colpite, e riguardano il 15,7%. Come titolo di studio prevalgono donne che hanno la scuola media inferiore, poi quello di scuola media superiore e poi quelle laureate.

Nel 2020 in Puglia ha denunciato il 39,3%

La tipologia di violenza prevalente nel 2020 è stata quella psicologica, a cui segue quella fisica e poi lo stalking. Prima di contattate il centro antiviolenza il 68% delle donne si era già rivolto ad altri servizi. Nel 2020 in Puglia ha denunciato il 39,3%, mentre nel 2019 sono state di più, il 52,3%. Di queste donne sono il 27,6% ha un’occupazione stabile, mentre il 44,8% di donne è senza occupazione e il 18,4% di donne ha un’occupazione precaria. Il 66% del totale è rappresentato dalle donne con figli e i minori che hanno seguito le madri nelle case sono 106.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Anche la Puglia al Torino Film Festival

Torino Film Festival, sono due le pellicole pugliesi presentate

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Torino Film Festival

Alla 39^ edizione del Torino Film Festival hanno partecipato due pellicole realizzate con il contributo di Apulia Film Commission e Regione Puglia. Si tratta di “L’uomo dal fiore in bocca” di Gabriele Lavia, film fuori concorso nella sezione “Tracce di Teatro”, e del documentario “La Restanza” di Alessandra Coppola, che rientra nella sezione “Italiana. Doc”. Tutte e due le proiezioni si terranno mercoledì 1 dicembre la Cinema Massimo di Torino, in anteprima. “L’uomo dal fiore in bocca”, tratto dall’omonima opera letteraria di Luigi Pirandello, si svolge nel corso di una serata piovosa d’estate, nella sala d’aspetto di una stazione ferroviaria in Sicilia. Le due persone presenti sono “l’uomo dal fiore in bocca” e l’altro è “il pacifico avventore’’.

Torino Film Festival, due le pellicole pugliesi in concorso

Gli interpreti nell’opera L’uomo dal fiore in bocca sono Gabriele Lavia e da Michele Demaria e Rosa Palasciano. La fotografia è di Tommaso Lusena De Sarmiento, la scenografia di Dario Curatolo e i costumi sono di Angela Tommasicchio. Il film è stato girato tra agosto e settembre 2020 nella città di Modugno, in provincia di Bari, e la sala d’attesa di una stazione Anni ’30 è stata ricostruita in un capannone nella zona industriale della cittadina del barese, oltre che una sezione della parte esterna con banchina e binario. Il film è stato prodotto da Manuela Cacciamani con Rai Cinema e realizzato con il contributo di Apulia Film Fund di Apulia Film Commission e Regione Puglia.

Opere pugliesi realizzati con il contributo di Apulia Film Fund

Per la realizzazione del film la troupe era composta all’80% da personale pugliese. Infine, la production service è di Dinamo Film, società pugliese. Per quanto riguarda “La Restanza” di Alessandra Coppola, è stato girato tra Andrano a Castiglione d’Otranto, in provincia di Lecce. Il documentario parla di un gruppo di trentenni che, invece di fuggire dai problemi, scelgono di restare e di dedicarsi al lavoro agricolo, ma condiviso. Il documentario è stato realizzato con il contributo di Apulia Film Fund di Apulia Film Commission e Regione Puglia, a valere su risorse del POR Puglia FESR-FSE 2014/2020.

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