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Puglia, la carta verde per viaggiare è già scaricabile

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carta verde per viaggiare

Dal portale Sanità della Regione Puglia è possibile scaricare già la carta verde per viaggiare. Si tratta di un documento che servirà per muoversi in Italia e che è disponibile qualche settimana prima che verrà erogato il Green Pass. La carta viene rilasciata solo in lingua italiana ed è valida solo per il nostro Paese. Inoltre, potrà essere rilasciata in tre versioni: chiusura del ciclo vaccinale, guarigione dal covid oppure esito negativo da test molecolare o antigenico. Il documento si ottiene in maniera diversa a seconda della situazione.

La carta verde per viaggiare è solo per l’Italia

Il ciclo vaccinale completato si può attestare in modo cartaceo dal centro vaccinale, che infatti rilascia un documento apposito. E’ possibile scaricare il modello informatico dal portale Sanità usando lo Spid (sistema di identità digitale), la carta d’identità elettronica (Cie) o la carta nazionale dei servizi (Cns). Invece, per ottenere la carta verde per viaggiare riguardante l’avvenuta guarigione dal covid, al documento si accede in modalità on line, oppure, in più, possibile utilizzare solo tessera sanitaria e codice fiscale. In ognuna delle tre situazioni occorre anche il codice Pin ricevuto dalla Asl dopo il 13 aprile con email oppure con messaggio telefonico.

Presto sarà disponibile il Green Pass

I soggetti la cui guarigione dal Covid è avvenuta prima del 13 aprile possono usare anche il modello cartaceo che è rilasciabile dal medico di base. Invece, per quanto riguarda il tampone che si deve fare o entro 48 ore massimo prima del viaggio, per la modalità on line occorrono Spid, Cie, Cns oppure codice fiscale e tessera sanitaria. Per tutti occorre sempre il codice Pin ricevuto dopo il test dalla Asl. Il documento cartaceo si può usare se bisogna ricorrere ad un laboratorio privato accreditato. Ad ogni modo, il governo entro il primo giugno dovrebbe emanare il modello di Green Pass e anche le modalità su come viene rilasciato dalle autorità.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Puglia, danni da amianto, dal 1993 migliaia casi di mesotelioma

La mortalità a causa dei danni di amianto in Puglia è del 93%

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Puglia senza amianto: 74 milioni di euro per bonifiche

L’indice di mortalità in Puglia a causa dei danni di amianto è del 93%, entro in cinque anni, di cui il 90% entro il primo anno dalla diagnosi. A dirlo è stato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona (Osservatorio nazionale amianto), durante una conferenza stampa a Taranto che si è tenuta sul «Danno da Amianto». Bonanni ha detto che rispetto alle rilevazioni del ReNaM (registro nazionale dei mesoteliomi), che nel periodo tra il 1993 e il 2015 riporta 1.191 casi, è possibile aggiornare il dato epidemiologico con le rilevazioni fino a tutto il 2021, per un totale di casi di mesoteliomi intorno a 1600.

Danni da amianto, approccio diverso dalle istituzioni

Bonanni ha sottolineato che in Puglia si sono registrati 3.200 casi di cancro del polmone. Almeno 2.800 decessi che rientrano in questa cifra, aggiunti a quelli dovuti alle altre patologie correlate fanno lievitare il numero di decessi a circa 6.000 registrati nella regione. Almeno 1.020, riguardanti il periodo dal 1993 al 2021, sono provenienti dai quartieri Tamburi, Paolo VI, Città Vecchia-Borgo di Taranto. Di essi il 68% si sono verificati in persone di sesso maschile e il 32% nelle donne. Bonanno ha anche detto che le istituzioni devono approcciarsi diversamente per risolvere questi problemi. Occorre mettere in pratica la prevenzione primaria, che include la bonifica, per ridare dignità ai territori in cui i danni da amianto hanno fatto tante vittime.

Il programma Report fa un servizio sull’ex Ilva

Nella giornata di lunedì 29 novembre il programma «Report» di Rai3, che va in onda alle 21.20, fa un servizio su quanto accade oggi all’ex Ilva, l’acciaieria più grande d’Europa. Lo scorso 31 maggio la Corte di Assise di Taranto si è pronunciata con una condanna in primo grado verso gli imputati del processo Ambiente Svenduto. Sono stati condannati 47 imputati per un totale di 300 anni di carcere. I magistrati hanno emanato una sentenza di disastro ambientale per quanto accaduto dal 1995 al 2012. Bisogna capire adesso che cosa è cambiato con la nuova proprietà e la partecipazione dello Stato rispetto a prima.

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