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Puglia, cibo a km0 per la mensa a Brindisi

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mensa a Brindisi

Una delle iniziative che sono state intraprese per venire incontro alle persone in questa emergenza coronavirus è quella della mensa a Brindisi in cui ci sarà cibo a km0. A farlo sapere è la Coldiretti Puglia che ha fatto notare come la gara di solidarietà è forte e intensa e sono tanti a darsi da fare per non lasciare nessuno da solo. Fra le opere di solidarietà c’è anche quella di un’azienda agricola di Conversano che ha donato all’ospedale di Castellana Grotte 5 ventilatori polmonari.

La mensa a Brindisi un grande gesto di solidarietà

Nella località di Spinazzola l’amministrazione insieme agli agricoltori sta dando in consegna alle famiglie bisognose la farina. L’iniziativa della mensa a Brindisi con cibo a km0 è invece stata avviata dagli agricoltori del Mercato contadino di Campagna Amica che hanno deciso di donare i loro prodotti alla Caritas. Insieme ai volontari e con i mezzi che l’ordine dei Cavalieri di Malta ha messo a disposizione verrà preparata la mensa diocesana per i più bisognosi. Collabora alla preparazione della mensa Don Mimmo Roma, amministratore della Cattedrale di Brindisi. Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, ha precisato che ogni martedì gli agricoltori daranno il cibo necessario per la preparazione della mensa.

Non si fermano gli agricoltori di lavorare

Gli agricoltori non si fermano e continuano a lavorare nelle cantine, in campagna, per portare avanti la filiera del Made in Italy. Nelle stalle ci sono gli allevatori che con il loro lavoro proseguono per far fronte alle forniture necessarie per approvvigionare la popolazione. Grazie al lavoro di oltre 100mila fra stalle e aziende agricole e di oltre 5mila imprese che si occupano della lavorazione alimentare i negozi possono essere riforniti e non c’è il rischio che venga a mancare il cibo. Un altro gesto che ha chiesto agli agricoltori il presidente Muraglia è quello di andare a donare il sangue.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Viaggiare con l’elettrico al Sud è un’odissea

Dal racconto di un lettore emerge che nel sud viaggiare con l’elettrico è una fatica

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viaggiare con l'elettrico

Acquistare una vettura elettrica è il sogno di molti e pensare di poter viaggiare senza bisogno di mettere carburante ma semplicemente facendo la ricarica è davvero allettante. Eppure, dal Sud non arrivano belle notizie per viaggiare con l’elettrico, ed è quanto emerge dal racconto di Luca, un giovane siciliano che, dopo aver acquistato una splendida Audi Q4 e-tron ha pensato di fare un viaggio in Puglia insieme alla moglie. Non avrebbe mai pensato che avrebbe avuto dei momenti di tensione per il semplice fatto di non poter ricaricare le batterie, ma vediamo cosa è successo. Dopo aver provato per qualche settimana la sua nuova auto in città, Luca ha intrapreso un viaggio verso la Puglia, prevedendo già a priori due tappe.

Viaggiare con l’elettrico al Sud Italia un’odissea

Le due tappe che aveva previsto Luca per la ricarica della batteria della vettura erano Messina e Cosenza, in un’area di servizio lungo la A2. Dalla app aveva preso le info e tutto era andato per il meglio. L’app ha indovinato la percentuale di carica restante all’arrivo nella prima colonnina, quella nella sosta a Messina. Fatto l’imbarco sul traghetto e sceso a Villa San Giovanni, per precauzione Luca ha deciso di ricaricare nuovamente le batterie, così poi lui e la sua famiglia sono andati un po’ in giro. Hanno visitato Castellaneta, Alberobello e Fasano, poi hanno deciso di tornare in Sicilia. Così Luca ha raggiunto una colonnina di ricarica nel centro abitato di Cosenza, come gli aveva indicato l’app, ma era fuori uso.

Strazio al ritorno in Sicilia

Luca era terrorizzato perché quella colonnina a Cosenza era l’unica ricarica DC fino a quando non raggiungeva Villa San Giovanni. Così, stufo di seguire l’app, è andato in direzione sud e alla prima uscita ha fatto inversione. Per ricaricare ha dovuto raggiungere la colonnina nell’area di servizio Cosenza Nord,ma con suo stupore ha scoperto che nell’area di servizio dell’altra carreggiata era presente un’altra colonnina DC funzionante. L’app però non riportava quella colonnina, e lui ha dovuto fare un giro enorme per ricaricare. Per fortuna, anche se con molto ritardo, è arrivato a Siracusa, spaventato perché aveva solo l’11% di ricarica. Per Luca viaggiare con l’elettrico al sud non è stato certo piacevole, e ha detto che dovrebbero esserci molte più colonnine nelle autostrade.

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