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Puglia, nasce la formazione per ingegneri meccatronici

A dare la formazione per ingegneri meccatronici ci pensa il “Nardò Technical Center”

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Il “Nardò Technical Center” provvederà a dare la giusta formazione per ingegneri meccatronici. La storica pista circolare di Nardò, in provincia di Lecce, costruita da Fiat nel 1975 con centro prove e collaudo, preparerà internamente dieci neodiplomati pugliesi assicurando loro una formazione “duale” finanziata dalla Regione Puglia. I neodiplomati passeranno dalla scuola al circuito, situato nel cuore della campagna, tra San Pancrazio, Avetrana e Torre Lapillo. Si tratta dei luoghi dell’estate più belli, ma nell’entroterra si trova questa fantastica pista unica al mondo, dove si stanno formando gli esperti del mondo dell’auto del futuro.

Importante la formazione per ingegneri meccatronici

I dieci ragazzi, giovanissimi, che si sono appena diplomati all’istituto tecnico superiore “Cuccovillo”, che ha sedi a Brindisi e a Bari, sognano di diventare, nel Centro Porsche Engineering in Salento, acquisito dalla Porsche nel 2012, degli esperti meccatronici. La formazione per ingegneri meccatronici, figure introvabili in Puglia, verrà data all’interno del “Ntc” di Nardò, attraverso un percorso di studi duale che la regione ha finanziato per intero. La pista circolare, che ha fatto la storia dell’auto e sulla quale sono stati ottenuti numerosi record mondiali di velocità, è lunga 12,6 km. All’interno dell’anello sorge anche il tracciato della pista dinamica auto del Centro prove pugliese.

Il centro di Nardò un punto di riferimento per la Puglia

Il centro prove di Nardò conta oltre 700 ettari di superficie, più di 20 piste e svariate infrastrutture. Ad oggi il centro annovera fra i suoi clienti 90 società automotive e dà lavoro ad oltre 150 persone. Il centro offre un’ampia gamma di servizi per il collaudo delle vetture. Unico al mondo con la sua lunghezza di 12,6 km, l’anello ad alta velocità venne realizzato per aumentare i processi di ricerca e sviluppo, permettendo anche di provare i veicoli in condizioni estreme. Il nuovo progetto per la formazione per ingegneri meccatronici dimostra come la regione intenda contribuire alla crescita e allo sviluppo del Nardò technical.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Viaggiare con l’elettrico al Sud è un’odissea

Dal racconto di un lettore emerge che nel sud viaggiare con l’elettrico è una fatica

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Acquistare una vettura elettrica è il sogno di molti e pensare di poter viaggiare senza bisogno di mettere carburante ma semplicemente facendo la ricarica è davvero allettante. Eppure, dal Sud non arrivano belle notizie per viaggiare con l’elettrico, ed è quanto emerge dal racconto di Luca, un giovane siciliano che, dopo aver acquistato una splendida Audi Q4 e-tron ha pensato di fare un viaggio in Puglia insieme alla moglie. Non avrebbe mai pensato che avrebbe avuto dei momenti di tensione per il semplice fatto di non poter ricaricare le batterie, ma vediamo cosa è successo. Dopo aver provato per qualche settimana la sua nuova auto in città, Luca ha intrapreso un viaggio verso la Puglia, prevedendo già a priori due tappe.

Viaggiare con l’elettrico al Sud Italia un’odissea

Le due tappe che aveva previsto Luca per la ricarica della batteria della vettura erano Messina e Cosenza, in un’area di servizio lungo la A2. Dalla app aveva preso le info e tutto era andato per il meglio. L’app ha indovinato la percentuale di carica restante all’arrivo nella prima colonnina, quella nella sosta a Messina. Fatto l’imbarco sul traghetto e sceso a Villa San Giovanni, per precauzione Luca ha deciso di ricaricare nuovamente le batterie, così poi lui e la sua famiglia sono andati un po’ in giro. Hanno visitato Castellaneta, Alberobello e Fasano, poi hanno deciso di tornare in Sicilia. Così Luca ha raggiunto una colonnina di ricarica nel centro abitato di Cosenza, come gli aveva indicato l’app, ma era fuori uso.

Strazio al ritorno in Sicilia

Luca era terrorizzato perché quella colonnina a Cosenza era l’unica ricarica DC fino a quando non raggiungeva Villa San Giovanni. Così, stufo di seguire l’app, è andato in direzione sud e alla prima uscita ha fatto inversione. Per ricaricare ha dovuto raggiungere la colonnina nell’area di servizio Cosenza Nord,ma con suo stupore ha scoperto che nell’area di servizio dell’altra carreggiata era presente un’altra colonnina DC funzionante. L’app però non riportava quella colonnina, e lui ha dovuto fare un giro enorme per ricaricare. Per fortuna, anche se con molto ritardo, è arrivato a Siracusa, spaventato perché aveva solo l’11% di ricarica. Per Luca viaggiare con l’elettrico al sud non è stato certo piacevole, e ha detto che dovrebbero esserci molte più colonnine nelle autostrade.

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